La squadra di scacchi under 12 del Kenya, qualificata per partecipare ai Campionati mondiali di scacchi cadetti FIDE a Montesilvano, in Italia, ha subito un duro colpo: su 35 giovani giocatori selezionati, a metà è stato negato il visto dall’ambasciata italiana. Questo ha impedito a molti di questi talentuosi ragazzi, già campioni africani, di competere su un palcoscenico internazionale, privandoli di un’importante opportunità di crescita e rappresentanza.
35 members of the Kenyan national chess team under 12 applied for visas to attend a global championship in Italy. Half of them were rejected.
The Italian embassy denied visas to kids under 12, including African champions in their age group pic.twitter.com/RuQXDQwD3J
— Larry Madowo (@LarryMadowo) November 15, 2024
Nonostante i giocatori avessero presentato tutta la documentazione necessaria – inclusi biglietti, prove di alloggio e le tasse richieste – il visto è stato comunque rifiutato, suscitando proteste da parte dei genitori e della Federazione Scacchistica del Kenya. Il presidente della federazione, Bernard Wanjala, ha definito la decisione “ingiusta” e un grave ostacolo per la squadra, che negli anni precedenti aveva già dimostrato il proprio valore a livello mondiale, come nel torneo giovanile in Brasile.
Di fronte al rifiuto, la federazione ha lanciato un appello, con il supporto della Federazione Scacchistica Italiana, sperando di ottenere un riesame della situazione per permettere almeno a parte dei ragazzi esclusi di viaggiare e unirsi ai compagni. Tuttavia, il torneo è già iniziato, e la squadra è stata costretta a partire con soli 17 giocatori.
Kenyan U12 Chess Team Denied Visas to Italy
Out of 35 members of Kenya's national chess team under 12, half were denied visas to attend the FIDE World Cadet Chess Championships in Montesilvano, Italy. Despite being African champions and recognized as chess prodigies, these young… pic.twitter.com/dWW0XNIDuK
— BRAVIN YURI (@BravinYuri) November 15, 2024
Tra i partecipanti keniani figurano talenti come Prince Yadiel Baraka e Jasmine Malaika, che gareggeranno in diverse categorie, mentre i compagni rimasti a Nairobi devono affrontare la delusione di non poter rappresentare il proprio Paese in una competizione che ospita oltre 200 giocatori da 35 nazioni. La situazione evidenzia non solo difficoltà burocratiche, ma anche il mancato riconoscimento internazionale di giovani atleti che avrebbero meritato pieno supporto.
Il caso ha acceso il dibattito sulla gestione dello sport in Kenya e sulla necessità di garantire pari opportunità ai talenti locali, sottolineando un problema più ampio di mancanza di accesso e supporto istituzionale a livello globale.


