Gli Stati Uniti e il Kenya hanno firmato un nuovo partenariato sanitario del valore complessivo di 2,5 miliardi di dollari in cinque anni, inaugurando un modello di cooperazione che Washington intende replicare in altri Paesi africani. L’intesa, presentata come un passaggio storico e come una svolta nella strategia di salute globale dell’amministrazione Trump dopo il recente smantellamento dell’USAID, mira a rafforzare i programmi di prevenzione e trattamento di HIV, paludismo e tubercolosi.
Nel dettaglio, gli Stati Uniti contribuiranno con 1,7 miliardi di dollari, mentre Nairobi coprirà i restanti 850 milioni. Il presidente William Ruto ha sottolineato la volontà di garantire rigore nell’uso dei fondi, richiamando efficienza, efficacia e trasparenza come criteri di gestione.
Il modello non sarà limitato al Kenya: Washington ha già annunciato un protocollo d’intesa con il Rwanda per 228 milioni di dollari complessivi, configurando una nuova architettura di partenariati sanitari bilaterali nel continente.
Tuttavia, l’accordo ha generato una forte controversia a Nairobi. Il punto critico riguarda la clausola sul trasferimento di dati sanitari verso gli Stati Uniti. Esponenti politici, analisti e attivisti temono che il meccanismo di condivisione possa tradursi in una fuga di informazioni mediche sensibili. L’oppositore Willis Otieno ha chiesto pubblicamente chiarimenti sulle categorie di dati coinvolte, mentre un editoriale del quotidiano The Nation arriva a definire l’intesa un “suicidio contrattuale”. Il whistleblower Nelson Amenya ha sollecitato la divulgazione integrale dei documenti per consentire un esame pubblico più rigoroso.
In risposta alle critiche, l’ambasciata statunitense e il ministro della Salute keniano, Aden Duale, hanno ribadito che verranno condivisi esclusivamente dataset anonimizzati e aggregati, dunque non riconducibili a persone identificate o identificabili. Resta tuttavia aperto il dibattito su governance dei dati, sovranità digitale e trasparenza procedurale: dimensioni che, nel nuovo contesto post-USAID, assumono un peso strategico nel rapporto tra assistenza internazionale e fiducia pubblica.


