Gli Stati Uniti hanno confermato il ruolo centrale del Kenya come loro principale alleato in Africa. «Quando facciamo qualcosa nel continente, lo facciamo prima in Kenya, e c’è una ragione per questo: condividiamo interessi comuni e valori come governance, stato di diritto e democrazia», ha dichiarato Carla Benini, incaricata d’affari dell’ambasciata americana a Nairobi, durante un incontro con il presidente William Ruto ed una delegazione californiana.
Un messaggio chiaro, forte, che arriva mentre parte del Congresso americano guarda con sospetto al rafforzamento dei rapporti tra Nairobi e Pechino. Washington, tuttavia, sceglie di sottolineare la solidità della partnership con il Paese dell’Africa orientale, considerato un punto di riferimento politico e strategico in un’area in rapida trasformazione.
Intanto, il Kenya guarda al futuro con un progetto ambizioso. Quale? La costruzione di un nuovo aeroporto internazionale a Nairobi. Il ministro dei Trasporti, David Chirchir, ha parlato di «una priorità nazionale» per trasformare la capitale in un hub competitivo a livello globale. Dopo il fallimento delle trattative con il gruppo indiano Adani, il governo ha deciso di rilanciare l’iniziativa, consapevole che l’attuale Jomo Kenyatta International Airport non risponde ormai più alle esigenze di un Paese in crescita, anche a causa dei danni subiti nell’incendio del 2013 mai del tutto riparati.
L’obiettivo è chiaro: dotarsi di un’infrastruttura moderna che rifletta il nuovo status economico del Kenya, capace di sostenere il turismo, favorire gli investimenti e consolidare Nairobi come porta d’ingresso per l’Africa orientale.
Così, mentre gli Stati Uniti rafforzano la cooperazione politica e strategica, il Kenya prova a dare forma ad un progetto importante che racconta la sua ambizione di diventare un attore di primo piano nel continente.
Jomo Kenyatta International Airport – Credits Photo Kenya Airports Authority


