Il 26 giugno 2025, in Kenya, le manifestazioni organizzate per commemorare le vittime delle proteste cittadine del 2024 sono degenerate in violenze gravi. Secondo un nuovo rapporto pubblicato il 28 giugno dalla Commissione nazionale per i diritti umani del Kenya (KNCHR), almeno 19 persone sono state uccise e 15 risultano scomparse in modo forzato. Le proteste hanno coinvolto migliaia di giovani in diverse città, culminando in scontri con le forze dell’ordine.
La KNCHR ha anche denunciato 531 feriti, 179 arresti e 4 casi di stupro legati agli eventi. L’organizzazione ha condannato le gravi violazioni dei diritti umani e chiesto l’attribuzione di responsabilità a tutte le parti coinvolte. Rispetto ai primi bilanci delle ONG, che parlavano di 16 morti e circa 400 feriti, la situazione appare ora ancora più drammatica.
Dal 2024, anno in cui le proteste raggiunsero il culmine con l’occupazione del Parlamento il 25 giugno, si sono susseguite ondate di rapimenti e uccisioni extragiudiziali che hanno allarmato l’opinione pubblica. Human Rights Watch ha denunciato il trattamento dei manifestanti come criminali da parte delle autorità. Otsieno Namwaya, direttore associato per l’Africa di HRW, ha affermato che le autorità devono essere ritenute responsabili dei decessi.
Il governo keniota, tuttavia, ha assunto una posizione opposta. Il ministro dell’Interno, Kipchumba Murkomen, ha definito le manifestazioni come “terrorismo mascherato da dissenso”. Intanto, a Meru, circa 200 chilometri da Nairobi, un magazzino statale di fertilizzanti è stato saccheggiato e oltre 7.300 sacchi sono stati rubati, con un valore stimato di 230.000 dollari. Il ministero dell’Agricoltura ha parlato di un atto che minaccia la sicurezza alimentare nazionale e potrebbe generare una crisi agricola su vasta scala.
Anche l’ONU è intervenuta, esprimendo “profonda preoccupazione” per la repressione e chiedendo indagini “indipendenti e trasparenti”. A Nairobi, intanto, numerosi esercizi commerciali del centro sono stati saccheggiati, aggravando il senso di insicurezza e caos diffuso.


