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Analisi

Kenya, Ruto sfida la Tata sul lago Magadi

Il Kenya sospende le attività della Tata Chemicals Magadi, attiva dal 1911 sul lago Magadi. Nairobi chiede maggiori benefici economici e lavorazioni locali, mentre la comunità teme di perdere servizi essenziali legati alla presenza dell’azienda.

Dopo oltre un secolo di attività, il governo del Kenya ha sospeso le operazioni della Tata Chemicals Magadi. Nairobi contesta il modo in cui la società ha gestito i diritti minerari e chiede più valore per il territorio, mentre nella comunità resta aperto il confronto tra benefici economici e dipendenza dai servizi dell’azienda.

 

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A Magadi, nel sud del Kenya, la soda viene estratta da più di un secolo. Ora quella lunga storia potrebbe arrivare a una svolta. Il presidente William Ruto ha ordinato alla Tata Chemicals Magadi di interrompere le attività, aprendo un confronto sul futuro della miniera e sul rapporto tra la grande azienda indiana e la comunità locale.

La società estrae dal lago Magadi carbonato di sodio, una materia prima utilizzata soprattutto nella produzione del vetro e di altri prodotti industriali. L’attività risale al 1911 e negli anni ha trasformato l’area in uno dei principali centri mondiali per la produzione di soda naturale.

Il governo di Nairobi contesta però il quadro amministrativo attraverso cui l’azienda ha continuato a operare. Secondo il ministero delle Miniere, un recente audit avrebbe evidenziato irregolarità nella gestione dei diritti minerari alla luce della legislazione entrata in vigore con la Costituzione del 2010 e con la nuova legge sulle attività estrattive.

La Tata, dal canto suo, respinge le accuse e sostiene di essere in regola con gli obblighi normativi. In una comunicazione agli investitori, la società ha affermato di aver fornito alle autorità tutta la documentazione richiesta e di attendere la conclusione della revisione ministeriale.

Lago Magadi – Kenya
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