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Kenya, Sawe abbatte il muro delle due ore: record alla maratona di Londra

Nel Regno Unito, alla maratona di Londra 2026, il keniano Sabastian Sawe diventa il primo atleta a correre ufficialmente sotto le due ore, stabilendo un nuovo record mondiale.

La corsa di resistenza globale parla sempre più africano, e in particolare keniano ed etiope. Alla maratona di Londra 2026, il keniano Sabastian Sawe è diventato il primo atleta a correre ufficialmente sotto le due ore, segnando un nuovo record mondiale e consolidando il dominio dell’Africa orientale nella disciplina, chiudendo la gara in 1 ora, 59 minuti e 30 secondi.

Il traguardo ha fatto da cornice a un’impresa che segna uno spartiacque nella storia della corsa su lunga distanza. Sawe ha migliorato sensibilmente il precedente primato detenuto dal connazionale Kelvin Kiptum, che nell’aprile 2023 aveva corso in 2 ore, 1 minuto e 25 secondi. Un record che sembrava già proiettato verso il limite fisiologico umano e che invece si è rivelato superabile, almeno nelle condizioni ottimali offerte da una gara d’élite.

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La competizione londinese si è distinta per un livello complessivo altissimo: l’etiope Yomif Kejelcha ha chiuso al secondo posto con 1:59:40, tempo che lo avrebbe consacrato recordman mondiale in qualsiasi altra circostanza, mentre l’ugandese Jacob Kiplimo è giunto terzo in 2:00:28. Una densità di prestazioni sotto o vicino alla soglia delle due ore che suggerisce un salto qualitativo collettivo, oltre che individuale.

Sul fronte femminile, la giornata londinese ha confermato un’altra protagonista dell’atletica contemporanea: l’etiope Tigst Assefa ha difeso il titolo migliorando il proprio record mondiale in una gara esclusivamente femminile. Con un tempo di 2 ore, 15 minuti e 41 secondi, Assefa ha superato di nove secondi il primato precedente, imponendosi dopo un serrato duello con le keniane Joyciline Jepkosgei e Hellen Obiri.

Oltre al valore sportivo, l’impresa di Sawe riapre il dibattito sui limiti fisiologici dell’essere umano e sul ruolo delle condizioni tecniche e ambientali – dall’ottimizzazione del ritmo ai progressi nell’equipaggiamento – nel ridefinire tali confini. Se in passato il muro delle due ore era stato abbattuto solo in contesti sperimentali, ora entra ufficialmente nelle statistiche, modificando i parametri di riferimento per le future generazioni di maratoneti.

L’edizione 2026 della maratona di Londra si configura così come un momento di svolta: non solo per il record individuale, ma per la convergenza di prestazioni d’eccellenza che ridisegnano la geografia della competizione globale nella corsa di resistenza.

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