L’Alta Corte del Kenya ha bloccato temporaneamente la direttiva che avrebbe imposto ai visitatori stranieri una copertura sanitaria minima di 50.000 dollari per entrare nel Paese. La misura resta sospesa fino all’udienza del 16 settembre.
L’ingresso in Kenya resta, almeno per il momento, senza il nuovo obbligo di assicurazione sanitaria previsto dal governo per i turisti stranieri. L’Alta Corte ha infatti sospeso l’applicazione della direttiva del Ministero della Salute, accogliendo il ricorso presentato da un’associazione di consumatori. Ma cosa è accaduto intanto?
La norma, introdotta il 30 luglio, stabiliva che i visitatori dovessero disporre di una copertura medica minima pari a 50.000 dollari. Il provvedimento giudiziario è stato emesso dal giudice Francis Rayola Olel e avrà effetto fino alla prossima udienza, fissata per il 16 settembre, quando la Corte dovrà esaminare nel merito la legittimità della misura.
Tale decisione arriva mentre il settore turistico guarda con attenzione alle possibili conseguenze delle nuove regole. Il Kenya è una delle principali destinazioni dell’Africa orientale e il turismo rappresenta una componente decisamente importante, anzi, cruciale dell’economia nazionale. Per gli operatori, un requisito assicurativo particolarmente oneroso avrebbe potuto aumentare i costi del viaggio e rendere il Paese meno competitivo rispetto ad altre destinazioni regionali.
La sospensione non equivale però alla cancellazione definitiva dell’obbligo. Sarà la Corte, a settembre, a stabilire se la direttiva potrà essere applicata oppure dovrà essere modificata o ritirata.
La vicenda mostra anche una tensione più ampia tra l’esigenza del governo di garantire una maggiore tutela sanitaria ai visitatori e quella di mantenere procedure d’ingresso semplici per un settore che dipende fortemente dalla mobilità internazionale. Per ora, la questione resta nelle mani della giustizia.


