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Fenomeni sociali e giustizia

La dimensione dell’invisibile nell’Africa della stregoneria

Si dice che comprendere l’Africa significhi comprendere non solo il mondo visibile ma anche quello invisibile. Quello della stregoneria in Africa è un fenomeno complesso, spesso erroneamente associato alla tradizione, ma che affonda le sue radici nell’ambito culturale, sociale, economico e politico. Le credenze legate alla stregoneria sono largamente diffuse in svariati paesi dell’Africa subsahariana e si sono tramandate nella società contemporanea, tanto da non potersi dire più legate alla “tradizione africana”.

Invero, a dispetto di taluni convincimenti diffusi negli anni ’60 e ’70 relativi al terzo mondo, che preconizzavano il declino se non l’eliminazione delle credenze superstiziose a seguito dello sviluppo economico, dell’urbanizzazione, della secolarizzazione e della diffisione delle grandi religioni monoteiste, le credenze legate alla stregoneria non sono affatto scomparse.
La nozione francese di “sorcellerie” e i suoi omologhi inglesi “witchcraft” e “sorcery” sono stati introdotti nel continente africano ad opera dei primi esploratori, colonizzatori e missionari. Il concetto di stregoneria raggruppa una pluralità di espressioni che designano fenomeni diversi nei vari dialetti locali, che nel linguaggio quotidiano designano essenzialmente le forze occulte e mistiche.
Oggi, la nozione di stregoneria comune a molti paesi africani identifica il fenomeno con la capacità di nuocere ad una persona grazie ad un potere mistico. Conseguentemente, spinto da questo potere malefico, il soggetto incarna il ruolo di persona malvagia. Questo ruolo è stato a lungo attribuito a persone mature, dove predominava la donna. Ma quella della strega è una figura trasversale, presente nei secoli bui della società occidentale e ancora persistente in quella africana, dove la lotta alle streghe è portata avanti principalmente dalle Chiese indipendenti, profetiche e pentacostali. Queste, attraverso un percorso “spirituale”, impongono terapie spesso cruente. In alcuni paesi dell’Africa subsahariana, la lotta alle streghe è altresì praticata attraverso il sistema giudiziario, che definisce la stregoneria un crimine da sanzionare con la detenzione.
Negli anni ’90, la stregoneria riacquista vitalità, secondo gli antropologi, diffondendosi negli ambienti più disparati, sia nel contesto urbano che rurale. La stregoneria, dunque, non è più solo presente nei villaggi sperduti.
La stregoneria è un fenomeno che si rinnova costantemente e si adatta alle diverse situazioni, ma se nel passato gli effetti della stregoneria potevano essere sia positivi che negativi, nel mondo moderno africano essi acquisiscono una connotazione essenzialmente negativa.
Una definizione della stregoneria valevole per diversi contesti è stata proposta dall’antropologo francese Marc Augé, secondo cui essa è un insieme di credenze strutturate e condivise da una certa popolazione e legata a concetti come la sfortuna, la malattia e la morte, che a loro volta implicano pratiche terapeutiche e sanzionatorie. Altri affermano che la stregoneria è una concezione dell’universo e le pratiche ad essa collegate variano non solo da regione a regione ma anche in ragione

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dei gruppi socioculturali.
In numerose società africane, la figura della strega simbolizza un soggetto malefico o benefico, temuto e rispettato, appartenente al mondo dell’invisibile, in contatto con gli spiriti e dotato di poteri di preveggenza e di guarigione. Questa bivalenza del male e del bene è presente, ad esempio, presso gli Evuzok del Sud del Camerun. Purtroppo, nella società contemporanea africana, la figura della strega benefica, temuta e venerata, è sempre più sostituita da quella malefica, interpellata per questioni legate alla gelosia, all’invidia, all’ambizione, alla sete di potere o di possesso, al desiderio di arricchirsi. Queste istanze sono supportate dall’offerta di sacrifici, non di rado umani. Al momento attuale, il potere magico è un prodotto di mercato che si alimenta di sacrifici umani; per esempio, si diventa streghe sacrificando un membro della propria famiglia. In Camerun, delle voci diffuse attribuiscono a dei sacrifici umani l’origine del potere acquisito dal Presidente Biya. In Gabon, l’immaginario collettivo ha attribuito al Presidente Omar Bongo Ondimba dei poteri magici che sarebbero alla base del suo successo. Questi sono casi in cui il potere magico è temuto e adulato, ma nella stragrande maggioranza dei casi questo potere è stigmatizzato e perseguitato, fino ad atti estremi come l’uso della violenza contro le streghe fino a giungere alla morte.
Secondo un rapporto dell’Unicef, in molti paesi africani le esecuzioni di streghe hanno raggiunto proporzioni allarmanti. L’antropologo Gerrie ter Haar ha raccolto numerose informazioni a tal proposito. Migliaia di persone, sopratutto donne, sono state accusate di stregoneria e per questo mutilate e/o uccise dalla popolazione in Tanzania. Nel Nord del Ghana, delle donne accusate di stregoneria sono state bandite e costrette a vivere in villaggi riservati alle streghe in condizioni disumane. In Kenya la popolazione ha arso donne accusate di stregioneria. In Monzambico, le donne sole o vedove sono di frequente accusate di stregoneria e perseguitate.
Con la stregoneria entra altresì in gioco la teoria della doppia casualità, secondo cui la spiegazione fenomenica della realtà fa coesistere cause naturali e cause soprannaturali, che integrano le cause naturali laddove la razionalità non riesca a spiegare certi fenomeni della vita. Nella morte di un individuo a causa di un cancro è attraverso la scienza che si spiega il come e a causa di cosa quel decesso è avvenuto, ma è attraverso la magia che spesso si spiega il perché ciò è avvenuto e come mai proprio a quel soggetto.
Spesso in relazione ad avvenimenti drammatici vengono in rilievo accuse di stregoneria, che, tuttavia, non vengono rivolte a soggetti ricchi e potenti, ma a individui fragili come anziani, donne e anche bambini. Il potere attribuito alla strega è di agire a partire dal mondo invisibile per influire in modo nefasto sul mondo visibile, per esempio causando la morte o una malattia o anche più in generale l’infelicità o la povertà.
La “modernizzazione della stregoneria” offre la possibilità di acquisirla nel tempo e ciò resta un privilegio degli adulti, per i minorenni essendo validi altri mezzi di trasmissione della magia, come l’assunzione di un alimento anche da parte della madre-strega, se si tratta di bambini orfani. La madre-strega è un’altra figura presente nel tessuto socio-culturale africano, come madre dapprima nutrice e poi mostruosa e cannibale.

C’è una differenza tra la fede nella stregoneria e le accuse di stregoneria. Secondo l’art. 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo “ogni uomo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione”, questo diritto implica la libertà di cambiare religione o il proprio credo così come la libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o in gruppo, sia in pubblico che in privato, attraverso l’insegnamento, le pratiche, il culto e il compimento di riti. Se il credo religioso sta al libero arbitrio di ciascuno, le accuse di stregoneria pongono dei seri problemi alla società civile e sollevano le preoccupazioni dei difensori dei Diritti dell’Uomo, in quanto, come risulta documentato, spesso implicano la perpetrazione di violenze.

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