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La Global Sumud Flotilla salpa per Gaza

Sono salpate imbarcazioni da 80 paesi per Gaza: un'onda di solidarietà per spezzare l'assedio

È partita dal Mediterraneo la Global Sumud Flotilla, la più grande missione civile e non violenta mai organizzata per rompere il blocco israeliano su Gaza.

 A partire dal 30 agosto 2025, decine di imbarcazioni si metteranno in rotta dai porti di Genova, Barcellona, Tunisi e dal sud Italia, portando con sé tonnellate di aiuti umanitari e un messaggio chiaro: Gaza non è sola.

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L’iniziativa è promossa dal Global Movement to Gaza, una rete internazionale di attivisti, medici e cittadini, supportata dalla Freedom Flotilla Coalition, già protagonista di tentativi precedenti. L’obiettivo è duplice: denunciare il genocidio in corso, che colpisce la popolazione palestinese da quasi due anni, e creare un corridoio umanitario in un’area dove la diplomazia internazionale sembra aver fallito.

Il nome della missione, Sumud, che in arabo significa “resistenza ferma”, riflette lo spirito di questa iniziativa. Come descritto dalla psichiatra palestinese Samah Jabr, il sumud è “la base di una vita di resistenza, ancorata alla terra come un olivo dalle radici profonde”. È un concetto che incarna la resilienza, la fermezza e la volontà di preservare l’identità e la cultura di un popolo, anche di fronte a una crisi umanitaria senza precedenti.

Le imbarcazioni, cariche di cibo, medicine e beni di prima necessità, salperanno da diversi porti europei e del Nord Africa. Da Genova e Barcellona , le prime navi prenderanno il largo le prime navi, seguite il 4 settembre da decine di altre imbarcazioni in partenza dalla Tunisia e dai porti del sud Italia, nel tentativo audace di attirare l’attenzione globale e fare pressione su Israele per porre fine al blocco.

La Global Sumud Flotilla rappresenta un’onda di solidarietà popolare che attrae centinaia di attivisti da 44 paesi diversi. Gli organizzatori sono pienamente consapevoli dei rischi ma, nonostante i pericoli di arresto o sequestro, ormai l’inazione non è più un’opzione. In concomitanza con la partenza delle navi, a partire dal 31 agosto, centinaia di città in tutto il mondo ospiteranno manifestazioni e azioni dirette in segno di supporto.

“È la testimonianza che la solidarietà non chiede permesso,” hanno dichiarato gli organizzatori. Il cuore italiano della missione batte a Genova, dove si lavora instancabilmente per caricare tra le 40 e le 45 tonnellate di aiuti umanitari. Secondo i dati del Ministero della Salute palestinese, al 28 agosto 2025 il bilancio delle vittime per malnutrizione e carestia a Gaza ha raggiunto 313 persone, tra cui 119 bambini. L’accesso a cibo e servizi di base è fortemente limitato, e le organizzazioni internazionali continuano a lanciare allarmi sulle condizioni disperate della popolazione. Ormai a Gaza è stata ufficialmente dichiarata la carestia.

​La Flotilla, però, non salpa solo carica di aiuti, ma con la forza della speranza e l’impegno di una società civile che si rifiuta di restare a guardare. Potrà mai fermare l’inferno che sta cercando di annientare Gaza, che dalla notte scorsa brucia come un girone infernale? Forse no, ma la sua rotta, segnata nel Mediterraneo, è un gesto di coraggio e una richiesta di giustizia, a dispetto dell’omertà di troppi governi e della complicità di chi tace di fronte al blocco.

Insieme alla direttrice di Focus On Africa Antonella Napoli, mi unisco idealmente alla missione per esprimere il nostro fermo sostegno alla popolazione palestinese, vittima di un assedio devastante.

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