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Etiopia

L’Etiopia al voto. Il risultato è scontato ma vi sono fattori da tenere sott’occhio

Etiopia

Questa mattina l'Etiopia è andata al voto per rinnovare il Parlamento e le rappresentanze regionali. Non ci si aspettano grandi novità, i risultati dovrebbero consegnare al Prosperity Party, il partito del PM Abiy Ahmed al potere, una vittoria quasi scontata, ma alcuni fattori sono da tenere d'occhio.

Questa mattina l’Etiopia è andata al voto per rinnovare il Parlamento e le rappresentanze regionali. Non ci si aspettano grandi novità, i risultati dovrebbero consegnare al Prosperity Party, il partito del PM Abiy Ahmed al potere, una vittoria quasi scontata, ma alcuni fattori sono da tenere d’occhio.

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Un funzionario elettorale in un seggio elettorale nella città di Bahir Dar nelle elezioni generali di giugno 2021 © EDUARDO SOTERAS / AFP
Sono oltre 50 i milioni di cittadini chiamati al voto, ma il PP controlla ormami ogni governo regionale e i partiti di opposizione rimangono frammentati, indeboliti da divisioni interne, arresti e la crescente pressione da parte delle forze di sicurezza federale in tutto il paese.
Sebbene siano 42 partiti i partiti politici in competizione e oltre 10.400 i candidati in competizione per i seggi della Camera dei Rappresentanti del Popolo e dei consigli regionali, il risultato che arriverà dai 52.000 seggi elettorali appare scontato.
Abiy, il cui partito ha fatto una campagna sugli obiettivi economici centrati dal suo governo, ha detto che il futuro dell’Etiopia sarà costellato di progressi mentre votava nella sua città natale di Beshasha in Oromia.
Il popolo etiope ha dimostrato che non ha bisogno di nessuno che li consigli o li insegni per costruire il loro stato e stabilire un sistema democratico“, ha detto. “I prossimi cinque anni saranno un periodo in cui vedremo molti punti di svolta storici per l’Etiopia“.
Ma vi sono dei fattori di cui tenere conto, che influiranno non tanto sulmrisultato delle elezioni ma sulla portata delle conseguenze che esso avrà sul paese nei prossimi anni.
La partecipazione sarà il primo di questi fattori. La percentuale di votanti sarà monitorata, attentamente, poiché risulterà la cartina di tornasole della percentuale di elettori che ancora crede nelle elezioni, intese come strumento di cambiamento. La storia elettorale etiope offre pochi precedenti di alternanza al potere e dalle prime elezioni politiche del 1995, i partiti e le formazioni politiche si sono sempre assicurate vittorie schiaccianti, ma non hanno mai utilizzato le elezioni come certificazione democratica del proprio potere.
Nonostante i 42 partiti politici in lizza, è molto probabile che il risultato dipenderà molto da quanto i cittadini percepiscano l’esistenza di una scelta e dell’alternanza un fattore positivo per la vita democratica della federazione.

L’assenza di elezioni nel Tigray certifica il fallimento di parte degli accordi di Pretoria, post guerra del 2020, tra il governo federale e il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray. Gli accordi di Pretoria hanno si messo fine alla guerra, ma non alle controversie interne al Tplf, né hanno decretato un controllo del territorio pieno e legittimo. Inoltre l’esclusione dal voto del Tigray sta esacerbando ulteriormente gli animi nella regione, del tutto tagliata fuori dalle dinamiche federali, andando a scontrarsi con quanto viene ripetuto come un mantra da parte del governo di Addis Abeba, secondo cui l’Etiopia sta entrando in una fase politica più stabile rispetto al passato.La sicurezza interna rimane una sfida esistenziale. Sono molte le circoscrizioni nelle quali il voto è stato rimandato a causa della mancanza di sicurezza. La commissione elettorale ha annunciato questa settimana che il voto sarà rinviato anche in otto circoscrizioni della regione di Amhara a causa dell’instabilità legata al conflitto tra le forze federali e le milizie Fano. Secondo quanto riferito, le circoscrizioni colpite si trovano a South e West Gondar, Ambasel e Dega Damo portando a ben 46 le circoscrizioni nelle quali oggi non si è potuto andare al voto.In Oromia, i combattimenti tra l’ENDF e l’OLA (l’Esercito di liberazione oromo) influenza fortemente gli spostamenti, rende insicure le campagne e le zone più remote, colpisce direttamente le amministrazioni locali. Ciò vale anche per alcune circoscrizioni nel Benishangul Gumuz. Ciò ha significato l’impossibilità per i candidati di non poter svolgere le proprie campagne elettorali a fronte di comizi e proclami tv ai quali non tutti hanno potuto avere accesso. Ciò ha ristretto fortemente se non annullato la possibilità di rappresentanza, amplificando ulteriormente la percezione di una stretta alle istanze politiche al di fuori del Prosperity Party.

La frammentazione dei partiti di opposizione è il fattore che più di tutti sta contribuendo al concentramento del potere nell’attuale partito in carica. Il panorama politico legato all’opposizione è diventato sempre più frammentato negli ultimi anni. Diversi partiti fino ad oggi di peso e molto influenti si sono divisi internamente, e affrontano sfide  e lotte intestine organizzative o legali. Sei partiti sono stati esclusi dalla competizione elettorale sin da principio, per decisione della Commissione nazionale elettorale.

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Il peso massimo dell’opposizione, Behranu Nega si è dimesso mesi fa dalla segreteria del suo partito, mentre il National Movement of Amhara (NAMA) non si è presentato in molte circoscrizioni della regione Amhara, la sua roccaforte, lasciando campo libero al PP di poter arrivare a percentuali mai raggiunte.

Infine vi è la capitale, Addis Abeba. Storicamente la capitale di questa immensa e variegata federazione è stata un centro di dissenso ed opposizione politica ai centri del potere. Addis ha avuto spesso una parte da attore principale nei risvolti storici del paese ma, nonostante sia comunque da tenere d’occhio, ciò che non si vede è l’intensa carica della mobilitazione urbana vista in altri contesti e momenti, come nei primi anni dell’ascesa di Abiy Ahmed.

Addis non è una città qualunque d’Africa, è anche la sede dell’Unione africana e l’eco dei risultati e degli stravolgimenti politici può arrivare lontano. Il paese di 135 milioni di abitanti, sta passando una fase economica turbolenta, ma per alcuni versi non prevista: si calcola che il paese crescerà più del 10%, uno dei tassi più veloci del continente e dalla sua parte ha una popolazione che per quasi la metà, non ha ancora compiuto i 18 anni.

 

 

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