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Focus internazionale

Libano, la tensione sale anche per i militari italiani

"È intollerabile che ancora una volta una base di Unifil sia stata colpita" ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto

Due razzi hanno colpito il quartier generale della missione di pace in Libano. Il governo italiano ha descritto l’evento come “inaccettabile”. Quattro militari italiani della brigata Sassari sono rimasti feriti nel quartier generale della missione dell’Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon).
A colpire la base sono stati due razzi da 122 millimetri presumibilmente lanciati dai militanti di Hezbollah. Secondo le prime ricostruzioni i razzi avrebbero colpito un bunker e dei locali di un’area logistica utilizzata dalla polizia militare internazionale, provocando danni significativi alle infrastrutture vicine. “Una delle strutture colpite ha preso fuoco, ma l’incendio è stato spento rapidamente dal personale della base” afferma un comunicato ufficiale. I soldati erano nei bunker, poiché era scattato il livello di allerta 3 che impone l’utilizzo di elmetto e giubbotto, e avrebbero riportato solo delle escoriazioni e alcune ferite leggere, in seguito all’esplosione dei vetri. Sono stati subito medicati e dimessi.

Già nel pomeriggio di martedì scorso otto razzi da 107 millimetri avevano colpito il quartiere generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil a Shama, nel sud del Libano, centrando fortunatamente alcune aree all’aperto e il magazzino ricambi della base, dove in quel momento non era presente alcun soldato. Cinque militari avevano comunque dovuto ricorrere alle cure mediche per lievi ferite. L’ IDF ha riferito che non è stato l’esercito israeliano a colpire le forze di pace nel Libano meridionale, come era invece stato più volte il caso nel recente passato, ma che i razzi fossero di provenienza Hezbollah.

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“Tali attacchi sono inaccettabili e rinnovo il mio appello affinché le parti sul terreno garantiscano, in ogni momento, la sicurezza dei soldati di Unifil e collaborino per individuare in tempi brevi i responsabili” ha aggiunto il ministro, esprimendo la vicinanza ai feriti e la gratitudine del Governo per l’attività svolta quotidianamente da tutto il contingente italiano in Libano. La Brigata Sassari ha assunto il comando del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil ad agosto scorso e rimarrà nell’area operativa sino a febbraio.

Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani condivide le parole pronunciate da Crosetto, definendo inaccettabile quello che sta accadendo “Così come abbiamo detto a Israele di prestare la massima attenzione, così diciamo con altrettanta fermezza a Hezbollah che i militari italiani non si possono toccare…Noi continueremo a lavorare affinché gli agenti possano svolgere sempre di più un ruolo di portatori di pace”. Intanto l’IDF continua a bombardare il Libano meridionale e la periferia della capitale Beirut e le truppe di terra si sono scontrate con i combattenti del gruppo armato Hezbollah, sostenuto dall’Iran. Israele prosegue la sua intensa campagna militare, attenuando le speranze di un imminente cessate il fuoco.

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