Un dipendente della Central Bank of Libya è stato arrestato con l’accusa di arricchimento illecito e riciclaggio di denaro, in seguito all’acquisto di una proprietà dal valore di 10 milioni di dinari libici. L’operazione, giudicata incompatibile con il reddito ufficiale e la posizione lavorativa dell’indagato, ha fatto scattare un’indagine approfondita da parte della Financial Crimes and Money Laundering Combating Authority.
Secondo quanto riferito dalle autorità, l’arresto è avvenuto al termine di verifiche finanziarie dettagliate che hanno evidenziato discrepanze rilevanti tra le entrate dichiarate e il valore dell’investimento immobiliare. Il sospettato è stato trasferito presso l’ufficio del procuratore pubblico a Tripoli, dove è stato posto in custodia cautelare sotto stretta sorveglianza.
Le indagini hanno inoltre portato alla luce possibili collegamenti con precedenti dossier investigativi. Tra gli elementi emersi, vi sarebbero anche tentativi di falsificazione di documenti ufficiali legati all’acquisto dell’immobile, presumibilmente finalizzati a legittimare fondi di provenienza illecita e a occultarne l’origine.
Il caso si inserisce in un contesto più ampio di contrasto ai reati finanziari in Libia, dove le istituzioni cercano di rafforzare i meccanismi di controllo e trasparenza in un sistema economico ancora segnato da fragilità strutturali e da una lunga fase di instabilità politica.


