La procura militare dell’Esercito nazionale libico, che controlla l’est della Libia sotto il comando del generale Khalifa Haftar, ha annunciato l’avvenuta fucilazione, domenica 23 agosto, di dieci prigionieri condannati per adesione a un gruppo terrorista e uccisioni di civili e militari, dopo “un lungo processo” ed “esaurite tutte le procedure giudiziarie”.
Il comunicato non aggiunge altro sulle accuse specifiche né chiarisce dove siano state eseguite le condanne a morte: secondo fonti locali, i dieci prigionieri sarebbero stati fucilati nella prigione militare di Qarnada, nella città di Shahat; le famiglie sarebbero state chiamate a ritirare le salme in un ospedale di Bengasi.
L’Istituzione nazionale per i diritti umani in Libia, che nonostante il nome non è un organo governativo ma un gruppo della società civile, ha denunciato la violazione del diritto a un processo equo e ha sottolineato che il diritto internazionale vieta i processi di imputati civili in corte marziale.


