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L’Iran alla conquista del Corno d’Africa

Iran. Le mosse di Teheran per una presenza più stabile nel Corno d'Africa. Cooperazione militare, droni e memorandum.

Le mosse di Teheran per una presenza più stabile nel Corno d’Africa. Cooperazione militare, droni e memorandum.

Il 6 Maggio scorso l’Iran e l’Etiopia hanno firmato un Memorandum d’intesa su sicurezza, intelligence e cooperazione nella formazione degli apparati di polizia.

Potrebbe apparire come una collaborazione spot tra due paesi che nel corso dei decenni hanno mantenuto legami più o meno costanti; nella realtà dei fatti è solo l’ultima di una serie di mosse stretegiche nel Corno d’Africa.

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Teheran sta utilizzando il suo apparato della sicurezza e le sue capacità militari per stabilire o rafforzare i legami diplomatici e commerciali con numerosi paesi del continente.

Già nella guerra che ha insanguinato il Tigray dal 2020 al 2022, Teheran aveva ceduto droni all’esercito federale etiope per colpire le forze tigrine, aiutando il governo del PM Abiy Ahmed a ribaltare in pochi mesi il risultato militare (fino a poco prima a rischio).

L’Iran ha fornito droni per la sorveglianza, per il combattimento e supporto tecnico anche all’esercito sudanese, impegnato sul campo contro le RSF di Mohamed Hamdan Dagalo.

L’Etiopia riveste sicuramente un interesse particolare per la leadership iraniana. Dobbiamo ricordare che l’Etiopia è stato il primo paese dell’Africa subsahariana a stabilire, durante gli anni ’60, relazioni diplomatiche con l’Iran; le relazioni tra lo scià di Persia Mohammad Reza Phalavi e l’Imperatore etiope Haile Selassie erano piuttosto strette, soprattutto in funzione anticomunista.

Certo, le relazioni con l’Iran non sono un’esclusiva per Addis Abeba, che da sempre – in maniera piuttosto opportunistica – tiene rapporti commerciali e di cooperazione militare con gli Emirati Arabi Uniti e con l’Arabia Saudita. Proprio gli UAE sono tra i maggiori partner commerciali del paese, e proprio gli UAE insieme a Iran e Turchia hanno fornito droni e supporto nell’intelligence soprattutto durante la guerra nel Tigray.

Potrebbe configurarsi un caso davvero unico di convergenza di intenti tra rivali regionali (UAE, Arabia Saudita e Iran) che in tutti gli altri scenari hanno operato su lati opposti (Yemen, Sudan).

L’Iran sta tentando di capitalizzare i propri sforzi per stringere o costruire da zero alleanze con i paesi della regione, stabilendo un punto di appoggio stabile nel Mar Rosso. Già nei mesi scorsi ha tentato di ottenere una concessione dal governo sudanese a Port Sudan (come hanno tentato i russi) e negli ultimi tempi starebbe lavorando all’installazione di un nuovo impianto radar sulle coste sudanesi, un’operazione osservata con la lente d’ingrandimento da Israele.

A dare la spinta a questa nuova impresa iraniana nel Mar Rosso, un ruolo fondamentale lo ha giocato la ripresa dei rapporti diplomatici con l’Arabia Saudita nel 2023 ( interrottisi nel 2016); certo i paesi che circondano Sudan ed Etiopia è composta da paesi allineati con UAE ed Arabia Saudita (Libia, Ciad, Sud Sudan, Egitto) e la natura non araba e sciita del paese potrebbe portarlo a rivestire nella regione un ruolo marginale.

Allo stesso tempo, i recenti sviluppi suggeriscono che l’Iran sta perseguendo nuove aperture strategiche nel panorama in continua evoluzione del Corno.

Basti pensare al Sudan, dove il forte sostegno degli UAE alle Rapid Support Forces di Dagalo ha costretto l’esercito sudanese a trovare un altro alleato e partner, e l’Iran ha colto immediatamente l’opportunità.

La fittissima rete di interessi dei paesi della regione, li costringe ad intrattenere una politica multipolare nella quale non è escluso che l’Iran, grazie anche alla propria capacità militare (basti vedere i successi sul campo nel conflitto in Sudan a fianco delle SAF del Gen. Abdel Fattah Al-Burhan), possa trovare ulteriori opportunità.

L’Iran sta uscendo allo scoperto e in quadro strategico come quello descritto l’Etiopia ed il Sudan potrebbero essere davvero solo il trampolino di lancio per una presenza stabile e ben più strutturata di quella attuale.

 

 

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