In Madagascar le mangrovie tornano a occupare un ruolo centrale nella difesa delle coste e nella lotta al cambiamento climatico. Il progetto Ma Honko amplia il proprio intervento fino a oltre 2.400 ettari, coinvolgendo direttamente le comunità locali.
Sulle coste del Madagascar, ripristinare una mangrovia significa intervenire su di un ecosistema fragile e allo stesso tempo fondamentale. Le foreste costiere proteggono i territori dall’erosione, offrono rifugio a numerose specie e trattengono grandi quantità di carbonio nei suoli e nella vegetazione.
È su questo equilibrio che si concentra la seconda fase di Ma Honko, progetto promosso da Neya, società benefit del Gruppo Mundys. L’iniziativa, avviata nel 2025, porterà l’area interessata dalle precedenti 500 ettari a oltre 2.400 ettari nelle regioni di Sofia e Melaky e, con l’espansione verso il nord del Paese, arriverà a interessare una superficie equivalente a circa 3.300 campi da calcio.
L’obiettivo ambientale è significativo: nell’arco di vent’anni, l’area ampliata dovrebbe consentire la rimozione di circa 755.000 tonnellate di CO₂. Ma dietro questi numeri c’è un lavoro che parte dal territorio e dalle persone che lo abitano.
Nella prima fase sono già stati ripristinati 272 ettari, attraverso la realizzazione di 847 vivai e la piantumazione di quasi 1,8 milioni di piante. La riforestazione segue i naturali cicli delle maree, sfruttando l’acqua marina per favorire l’attecchimento delle giovani mangrovie.
Il progetto ha inoltre una dimensione legata alla biodiversità. Le attività di monitoraggio hanno rilevato la presenza di specie endemiche e minacciate, tra cui l’ibis sacro malgascio e l’airone del Madagascar, entrambe considerate “in pericolo” dalla Lista Rossa dell’IUCN.
C’è poi il fattore umano. Le comunità delle aree interessate partecipano alle attività attraverso i vivai, la piantumazione e iniziative legate alla pesca e all’apicoltura. Una parte dei benefici economici generati dal progetto viene reinvestita localmente, contribuendo alla formazione di competenze e nuove opportunità di reddito.
«Ma Honko è un progetto che cresce insieme alle comunità che lo rendono possibile», ha dichiarato Ruggero Poli, CEO di Neya, sottolineando come l’ampliamento dell’iniziativa punti a rafforzare sia il contributo alla decarbonizzazione sia i benefici per il territorio.


