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Fenomeni sociali e giustizia

Madagascar, smantellata ad Antananarivo una rete di falsificazione dei diplomi

In Madagascar è stata smantellata una rete di falsificazione dei diplomi che coinvolgeva dipendenti dell’Università di Antananarivo e dell’Office du baccalauréat: undici persone sono finite nell’inchiesta.

Un diploma di maturità mai conseguito, una richiesta di certificazione e alcune anomalie che hanno insospettito un responsabile universitario. È partita così l’indagine che in Madagascar ha portato alla scoperta di una rete organizzata per la produzione e la certificazione di falsi titoli di studio, con il coinvolgimento di dipendenti dell’Office du baccalauréat e dell’Università di Antananarivo.

Secondo quanto riferito da RFI, l’inchiesta è cominciata il 5 agosto, quando una giovane donna si è presentata all’Office du baccalauréat per ottenere la certificazione di una copia del proprio diploma. I controlli hanno però rivelato che il documento non corrispondeva al suo percorso scolastico: la donna non aveva infatti conseguito la maturità, essendo stata bocciata nel 2024.

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Gli accertamenti hanno quindi permesso agli investigatori di risalire a una struttura più ampia, che sarebbe stata diretta dal responsabile di una scuola privata. Nella rete sarebbero stati coinvolti un agente dell’Office du baccalauréat e diversi dipendenti dell’Università di Antananarivo.

Complessivamente sono undici le persone interessate dall’indagine. Cinque dei principali sospettati sono stati posti in custodia cautelare nel carcere di Antanimora, mentre la giovane donna è sottoposta a controllo giudiziario. Altri cinque dipendenti coinvolti negli accertamenti sono stati rimessi in libertà.

Il caso assume particolare rilievo perché non rappresenta un episodio isolato. Nel dicembre scorso il Bureau indépendant anti-corruption (Bianco), l’organismo malgascio incaricato della lotta alla corruzione, aveva avviato una campagna specificamente dedicata al fenomeno dei falsi diplomi. In appena un mese erano state registrate 272 segnalazioni.

Un altro caso era emerso nell’aprile scorso all’interno dell’Agence portuaire maritime et fluviale, dove undici persone erano state coinvolte in un’inchiesta dalle caratteristiche simili. La successione degli episodi suggerisce dunque l’esistenza di un problema che supera la singola falsificazione documentale e investe l’affidabilità dei meccanismi di certificazione dei titoli di studio.

Proprio per rafforzare il contrasto alla corruzione nel settore educativo, il 22 luglio il ministero dell’Educazione nazionale e il Bianco avevano firmato una nuova convenzione di collaborazione. Meno di due settimane dopo, il caso di Antananarivo ha mostrato quanto la questione resti concreta.

La falsificazione dei diplomi non riguarda infatti soltanto chi utilizza un titolo che non possiede. Quando il sistema coinvolge personale interno alle istituzioni chiamate a produrre, registrare o certificare quei documenti, a essere compromessa è la fiducia nella credibilità stessa delle qualifiche scolastiche e universitarie. È su questo terreno, oltre che su quello giudiziario, che le autorità malgasce sono ora chiamate a intervenire.

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