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Cooperazione

Madagascar, tra energia e sicurezza: si rafforza l’asse con la Russia

In Madagascar si consolida il riavvicinamento alla Russia tra accordi energetici e cooperazione militare, segnando una nuova fase nelle relazioni tra Antananarivo e Mosca.

Il recente riavvicinamento tra Madagascar e Russia segna un passaggio rilevante negli equilibri geopolitici dell’Oceano Indiano, inserendosi in una più ampia strategia di Mosca volta a consolidare la propria presenza nel continente africano. La visita ufficiale del presidente malgascio Michaël Randrianirina al Cremlino il 19 febbraio 2026, la prima di un leader del Paese a Mosca da quasi cinquant’anni, rappresenta un punto di svolta nelle relazioni bilaterali.

Il dialogo tra i due Paesi si sviluppa lungo direttrici multiple, che intrecciano interessi economici e strategici. Sul piano diplomatico, il rafforzamento dei rapporti riflette la volontà di Antananarivo di diversificare le proprie alleanze internazionali, superando una tradizionale dipendenza da partner storici e aprendo a nuovi interlocutori globali.

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Uno dei settori centrali di questa cooperazione è quello energetico. Madagascar attraversa da tempo una significativa carenza di elettricità, che limita lo sviluppo industriale e incide sulla qualità della vita della popolazione. In questo contesto, la Russia propone un coinvolgimento diretto nello sviluppo delle infrastrutture energetiche, offrendo tecnologie e competenze per la produzione e distribuzione di energia. Si tratta di un ambito considerato prioritario nel breve periodo, anche per il suo impatto immediato sull’economia nazionale.

Accanto all’energia, emergono altri settori di interesse condiviso, come l’agricoltura, con progetti legati all’introduzione di fertilizzanti e sementi russe, e il comparto minerario, storicamente rilevante per Madagascar. Questi ambiti delineano una cooperazione economica potenzialmente strutturale, orientata allo sfruttamento delle risorse locali e al rafforzamento delle capacità produttive.

Parallelamente, il riavvicinamento si concretizza anche sul piano militare. Circa 200 militari malgasci sono stati recentemente formati da istruttori dell’Africa Corps, organizzazione paramilitare russa che ha raccolto l’eredità operativa del gruppo Wagner nel continente africano. Il programma di addestramento, durato otto settimane e concluso il 6 marzo, ha incluso esercitazioni di tiro e l’impiego di droni d’attacco forniti da Mosca.

Secondo le dichiarazioni del presidente Randrianirina, questa collaborazione consente al Paese di modernizzare un arsenale storicamente legato alla Russia sin dagli anni Settanta, oltre a migliorare le competenze operative delle forze armate. Il rafforzamento del settore della difesa si inserisce in una logica di sicurezza interna e di posizionamento regionale, in un contesto segnato da nuove dinamiche di competizione tra potenze esterne in Africa.

Nel complesso, il partenariato tra Madagascar e Russia appare come una convergenza di interessi pragmatici, in cui esigenze di sviluppo economico e sicurezza si combinano con strategie geopolitiche più ampie. La “finestra di opportunità” evocata da fonti diplomatiche russe descrive efficacemente una fase in cui Antananarivo ridefinisce il proprio spazio internazionale, mentre Mosca consolida la propria proiezione nel continente africano.

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