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Cooperazione

Madagascar, un ponte con l’Italia per salvare i bambini di Toliara

Una missione dei volontari di Support and Sustain Children ha portato aiuti e speranza nel paese africano.

Una missione in Madagascar per portare aiuti e speranza a un popolo in difficoltà.
I volontari di Support and Sustain Children sono rientrati dal distretto di Toliara, nel
meridionale, dove opera con MadaProject – Una goccia alla volta. La missione ha segnato un passaggio decisivo: sono stati completati cinque ambulatori e avviato un servizio sanitario locale continuativo, accanto agli interventi per l’accesso all’acqua, la nutrizione e il sostegno alle persone più fragili.

Nei villaggi di Andojy, Ankororoka, Betsinefo e Befoly vivono, secondo i dati raccolti dall’associazione, circa 2.000 persone, fra cui oltre 600 bambini. Le comunità si trovano nell’entroterra, a circa 40–50 chilometri da Toliara, in un’area segnata da siccità ricorrenti, povertà estrema, isolamento geografico e accesso insufficiente ai servizi essenziali. Nel Sud del Madagascar l’acqua potabile rimane difficile da reperire: le fonti locali possono prosciugarsi o risultare inutilizzabili e molte famiglie dipendono dai rifornimenti esterni. Il diritto all’acqua e ai servizi igienico-sanitari è stato riconosciuto dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 64/292 del 28 luglio 2010. Eppure, nelle aree rurali più isolate, infrastrutture fragili e scarsità di investimenti continuano a rendere questo diritto lontano dalla vita quotidiana.

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Il team ha assistito al passaggio settimanale della cisterna finanziata dall’associazione, un servizio che prosegue anche tra una missione e l’altra. Sono state inoltre controllate le opere di scavo destinate alla raccolta e alla conservazione dell’acqua piovana: durante la visita erano vuote a causa delle scarse precipitazioni, ma risultavano mantenute in ordine.

«La distribuzione dell’acqua è un intervento che non possiamo interrompere», dichiara Arianna Martini, presidente di Support and Sustain Children. «Per molte famiglie quell’acqua rappresenta l’unica possibilità di bere in sicurezza. Significa prevenire malattie, proteggere i bambini e permettere alla comunità di affrontare un altro giorno. Ma sappiamo che i camion non possono essere la soluzione definitiva.»

«Per questo continuiamo a lavorare su sistemi di raccolta e conservazione dell’acqua piovana.
Disporre di riserve anche nei lunghi periodi di siccità significa poter irrigare piccoli campi, sostenere gli animali e restituire alle famiglie una parte dell’autonomia che la crisi climatica ha sottratto.».

La principale novità della missione è il completamento di cinque ambulatori: quattro nei villaggi e cinque uno nella scuola speciale di Toliara che accoglie bambini ciechi e minori con diverse fragilità o disabilità. Tre ambulatori di villaggio sono stati realizzati grazie a una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Ginger; il quarto e quello della scuola speciale sono stati finanziati da donatori privati.Una donazione di Stefano ed Elisa, dell’azienda Magic Paint, coprirà per circa un anno i costi essenziali del servizio: farmaci, compenso del medico e spostamenti da Toliara. Il dottor Jerrick continuerà a visitare la popolazione secondo un calendario regolare e sarà presente nella scuola speciale almeno una volta alla settimana.

Durante la missione adulti e bambini sono stati visitati gratuitamente e hanno ricevuto i farmaci necessari. Circa dieci persone con condizioni urgenti, gravi, chirurgiche o croniche non trattate sono state indirizzate alle strutture ospedaliere; l’associazione ne ha sostenuto le cure. Fra loro, una donna giunta in ospedale in condizioni critiche per la presenza di liquido nei polmoni è stata curata e successivamente dimessa.

«Il risultato più importante non sono soltanto le stanze costruite e attrezzate», sottolinea Martini.

«È il passaggio dalla missione come evento alla presenza come sistema: un medico locale, farmaci disponibili e luoghi nei quali una malattia può essere riconosciuta prima che diventi un’emergenza.».
È proseguito lo screening nutrizionale dei bambini da zero a tre anni. Il team ha distribuito latte e alimenti rinforzati ai bambini che ne avevano necessità; i dati completi delle valutazioni e delle prese in carico saranno comunicati dopo la validazione del team medico. Alle famiglie dei quattro villaggi è stato inoltre consegnato riso.

Nei casi che rientrano nei protocolli sanitari, il supporto nutrizionale può comprendere Plumpy’Nut, un alimento terapeutico pronto all’uso destinato al trattamento della malnutrizione acuta. Lo screening periodico consente di individuare i bambini più fragili, programmare la distribuzione e seguirne l’andamento nel tempo.

Tuvnai è un bambino non vedente conosciuto dall’associazione in uno dei villaggi sostenuti. Oggi vive e studia in una scuola speciale di Toliara che accoglie bambini ciechi, orfani e minori con fragilità o disabilità. Qui ha trovato cure, istruzione, relazioni e una quotidianità più sicura. Ha sviluppato una passione per la musica e affronta ogni giornata con crescente fiducia e curiosità.

Durante la missione, una stanza della struttura è stata ristrutturata e trasformata in ambulatorio.
Sono stati inoltre consegnati 26 materassi, sostituendo numerosi supporti ormai danneggiati.
«La storia di Tuvnai racconta che cosa accade quando un bambino non viene più lasciato solo davanti alla propria fragilità», conclude Arianna Martini. «In contesti di povertà estrema, nascere con una disabilità può significare restare senza cure, istruzione e possibilità di partecipare alla vita della comunità. Noi abbiamo scelto di non voltarci dall’altra parte: continueremo ad accompagnare Tuvnai e gli altri bambini nel loro percorso di crescita.»

La delegazione ha visitato anche la scuola ristrutturata due missioni prima. Nonostante il periodo di vacanza, i bambini si sono riuniti per uno scambio di lettere con una scuola di Roncola, in provincia di Bergamo: un incontro tra bambini italiani e malgasci capace di costruire vicinanza oltre la distanza

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