In Malawi, le donne rappresentano in media solo il 27% dei membri nei comitati esecutivi nazionali (NEC) dei principali partiti politici, come evidenziato da un’analisi recente condotta da “Nation on Sunday”. Questo squilibrio di genere nelle strutture di leadership politica riflette una problematica più ampia di radicato patriarcato, secondo Hellen Chabunya, presidente della “Coalition for the Empowerment of Women and Girls”. Nonostante alcune iniziative per favorire la partecipazione femminile, come la riduzione delle tasse di candidatura per le donne, il progresso verso l’obiettivo di una rappresentanza bilanciata, sancito dalla legge sull’uguaglianza di genere (60:40), resta lento e incerto.
Malawi Aims For 50% Women Representation In Parliament https://t.co/6fTdOsZE1x via @
— African Culture TV (@AfricanTVnews) November 20, 2024
Tra i principali partiti, la rappresentanza femminile varia:
- Il “Malawi Congress Party” (MCP) e il “Democratic Progressive Party” (DPP) si fermano al 25%, con 18 donne su 72 membri nel primo e 9 su 36 nel secondo.
- Il “United Transformation Movement” (UTM) ha il 26,8%, mentre il “United Democratic Front” (UDF) raggiunge il 32%.
- Il “People’s Party” (PP) e il “People’s Democratic Party” (PDP) registrano percentuali più elevate, rispettivamente 38% e 60%.
- L’”Alliance for Democracy” (Aford) si attesta al 28%, con 33 donne su 117 membri.
Tuttavia, nonostante alcune eccezioni, la partecipazione femminile rimane marginale, e il rischio è che queste percentuali limitate si traducano in scarsa visibilità e opportunità per le candidate nelle elezioni del 2025.
Il Rwanda rappresenta un esempio virtuoso: grazie a una quota minima del 30% sancita dalla Costituzione del 2003, oggi le donne occupano il 63,7% dei seggi parlamentari e il 53,8% nel Senato. Questo risultato è frutto di politiche mirate, come la riservazione di seggi esclusivi per donne e il sostegno economico alle loro campagne. Al contrario, in Malawi manca un quadro legislativo vincolante per i partiti politici, nonostante esista un disegno di legge sulle quote di genere, rimasto in sospeso dal 2017.
This week, @UNWomenMalawi launched its 2024-2028 Strategic Note, outlining bold priorities to advance #genderequality and women’s empowerment. 💪 Aligned with Malawi’s National Development Plan, #Agenda2063, & the 10-year plan, the SN tackles emerging issues head-on. pic.twitter.com/qZXFNATH8k
— UN Women Africa (@unwomenafrica) November 23, 2024
Nelle elezioni parlamentari del 2019, solo il 23% dei seggi (44 su 193) è stato conquistato da donne, al di sotto dell’obiettivo del 30% stabilito dalla Comunità di Sviluppo dell’Africa Meridionale. Ancora più bassa la rappresentanza nei consigli locali, dove le donne occupano il 14,5% dei posti.
Organizzazioni come il “Centre for Civil Society Strengthening” (CCSS) evidenziano che, senza interventi strutturali, il Malawi rischia di restare lontano dall’uguaglianza di genere. Chabunya e altri attivisti propongono quote obbligatorie, incentivi economici e misure legislative per aumentare la partecipazione delle donne. Senza cambiamenti radicali, l’attuale squilibrio rischia di perpetuarsi, impedendo al paese di rispettare gli standard internazionali in materia di uguaglianza di genere.


