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Analisi

Malawi, verso le elezioni del 2025: cresce il rischio di instabilità politica

Pesa Il ricordo dell’esito del precedente voto, contestato in tutto il paese a causa di presunti brogli ed irregolarità.

Sono ufficialmente aperte le registrazioni per le elezioni presidenziali e parlamentari del Malawi, in programma per il 16 settembre 2025. Nonostante il paese sia storicamente stabile e pacifico, l’attuale clima politico è segnato da malcontento diffuso, arresti controversi e crescenti timori di brogli elettorali. Questi fattori alimentano il timore che il Malawi possa entrare in una spirale di incertezza e tensione politica, con potenziali ripercussioni negative sul già fragile sviluppo economico e sociale di una delle nazioni più vulnerabili del continente africano.

Il ricordo delle elezioni del 2019 è ancora vivo. L’allora Presidente in carica e leader del DPP (Democratic Progressive Party), Peter Mutharika, fu dichiarato vincitore aggiudicandosi così un secondo mandato consecutivo, ma l’esito fu contestato in tutto il paese a causa di presunti brogli ed irregolarità. Dopo mesi di proteste, la Corte costituzionale, con una sentenza storica per l’intero continente, annullò i risultati e ordinò lo svolgimento di una nuova tornata elettorale, che si tenne nel 2020. Lazarus Chakwera, alla guida del principale partito di opposizione MCP (Malawi Congress Party), ribaltò il risultato e vinse grazie ad un’inedita coalizione con il Vicepresidente uscente Saulos Chilima, che aveva da poco lasciato la maggioranza per fondare l’UTM (United Transformation Movement).

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Negli anni successivi, però, i rapporti tra i due si sono progressivamente raffreddati. Chilima era considerato, infatti, uno dei principali sfidanti alle elezioni del 2025; forte di un seguito popolare e di una retorica anti-corruzioneche aveva affascinato molti elettori, soprattutto i più giovani. Tuttavia, il suo tragico e improvviso decesso, avvenuto in un incidente aereo lo scorso 10 giugno, ha sconvolto il panorama politico del paese. Le autorità hanno avviato un’indagine, ma la mancanza di dettagli ha alimentato speculazioni e sospetti; con alcuni osservatori che ipotizzano un possibile coinvolgimento politico nella sua morte, sebbene nessuna prova concreta sia stata finora fornita.

In assenza di Chilima, le prossime elezioni vedranno Lazarus Chakwera affrontare una serie di sfide. Da un lato, l’ex Presidente ottantaquattrenne Peter Mutharika, che tenterà di riconquistare il potere alla guida del DPP. Dall’altro, nuovi volti emergenti stanno cercando di capitalizzare il malcontento popolareper affermarsi sulla scena politica. Tra questi, il più insidioso potrebbe essereMicheal Usi, attuale Vicepresidente e successore di Chilima alla guida dell’UTM.

Usi, ex comico e celebre personaggio televisivo, ha già annuciato la volontà dell’UTM di presentare un candidato autonomo alle prossime elezioni e la conseguente rottura della coalizione con il MCP; nonostante il partito siarimasto all’interno della maggioranza di governo.

Nel frattempo, il Malawi Electoral Commission (MEC) è finito sotto il fuoco delle opposizioni. I principali partiti, compreso l’UTM, chiedono a gran voce la rimozione della Presidente Annabel Mtalimanja, accusata di parzialità e gestione poco trasparente dei preparativi elettorali. Le proteste si sono intensificate a causa dei problemi tecnici riscontrati nelle prime fasi della registrazione elettorale, con accuse di ritardi e difficoltà nell’accesso ai seggi, alimentando il timore di irregolarità.

La commissione ha cercato di rassicurare il pubblico e le parti politiche. In una nota ufficiale, ha ammesso la presenza di “piccoli disguidi” nella fase iniziale della registrazione, ma ha minimizzato l’impatto di questi problemi, definendoli risolvibili e invitando i partiti a collaborare in modo costruttivo.

Nonostante ciò, l’opposizione insiste: senza un cambiamento ai vertici della commissione, sarà difficile garantire elezioni libere ed eque nel 2025. Le richieste di dimissioni di Mtalimanja sono diventate, dunque, un punto di scontro centrale nella campagna pre-elettorale, alimentando dubbi sulla tenuta democratica del Malawi in un momento così cruciale.

A complicare ulteriormente la situazione è arrivata la notizia dell’arresto della segretaria generale dell’UTM, Patricia Kaliati, con l’accusa di “cospirazione per commettere un reato” di cui non sono stati ancora forniti dettagli.

Con un’economia in difficoltà, l’inflazione in crescita e la sfiducia crescente nei confronti delle istituzioni, le prossime elezioni rappresentano una prova decisiva per la stabilità del Malawi. L’ombra di brogli elettorali e la mancanza di una figura di rilievo come Chilima potrebbero esacerbare ulteriormente le tensioni, alimentando il rischio di disordini e l’apertura di una fase di instabilità che il paese non può permettersi.

© Photo / Malawi Electoral Commission

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