Tra il 31 maggio e l’1 giugno 2025, un attacco su larga scala è stato condotto da militanti del gruppo jihadista JNIM (Jama’at Nasr al-Islam wal Muslimin) contro una base dell’esercito maliano (FAMa) situata a Boulikessi, nei pressi del confine con il Burkina Faso, nella regione di Douentza. Si tratta di una delle offensive più gravi degli ultimi mesi nella regione del Sahel.
🇲🇱|#Mali: This alleged footage from inside the base in Boulkessi suggests JNIM was able to stage a significant attack before encountering FAMa’s reported response. Huge plumes of smoke are seen throughout the video, along with numerous destroyed vehicles, and blood on the ground. https://t.co/csrbH8jZwf pic.twitter.com/c8posrDoyS
— Charlie Werb (@WerbCharlie) June 1, 2025
Secondo fonti militari e filmati emergenti dall’interno della base, decine di soldati maliani sono stati uccisi. Alcune fonti non verificate sostengono la presenza di consiglieri militari russi tra le vittime, ma le immagini disponibili mostrano corpi che sembrerebbero appartenere a combattenti arabi o tuareg, senza conferme definitive sull’identità dei caduti stranieri.
L’attacco segue la consueta tattica di JNIM: prendere di mira basi isolate, sopraffarle con un’ampia forza numerica, saccheggiarle di armi e mezzi, e poi ritirarsi rapidamente dopo aver distrutto le strutture rimanenti. Filmati dall’interno della base mostrano colonne di fumo, mezzi militari devastati e tracce evidenti di combattimenti intensi, con sangue visibile sul terreno.
Le forze armate maliane (FAMa), con l’appoggio di droni Bayraktar TB2 dell’aeronautica, hanno lanciato un contrattacco, riuscendo a riprendere il controllo della base. L’intervento aereo ha colpito colonne di miliziani in fuga a bordo di veicoli e motociclette, infliggendo ulteriori perdite agli aggressori.
Le autorità maliane hanno posto le aree di Boulikessi e Mondoro sotto alta sorveglianza, segnalando un’intensificazione delle operazioni di sicurezza lungo il confine orientale. Resta tuttavia alta la tensione e l’incertezza sugli sviluppi futuri, anche in relazione alla presenza di forze paramilitari straniere nel conflitto.


