Amnesty International ha definito crimine di guerra l’uccisione di 19 soldati del Mali da parte di due gruppi armati che operano nella regione di Gao.
Attraverso la validazione e l’analisi di 12 video, pubblicati su X e su un canale Telegram legato all’ex agenzia di mercenari Wagner Group, attiva in Mali dal 2022 al 2025, l’organizzazione per i diritti umani ha ricostruito quanto accaduto il 18 luglio nei pressi del villaggio di Tabrichat. Nelle immagini si vedono i 19 soldati, appartenenti a un convoglio militare precedentemente bloccato dagli aggressori, camminare nel deserto con le mani dietro la testa dopo essersi evidentemente arresi. Successivamente, cinque uomini armati aprono il fuoco contro di loro.
In due video si nota la bandiera bianca appesa alla parte anteriore di un veicolo degli aggressori: è il simbolo del Gruppo per il sostegno all’Islam e ai musulmani (Gsim).
In una dichiarazione emessa lo stesso 18 luglio, il Gsim ha rivendicato l’imboscata di Tabrichat contro “soldati maliani e loro alleati russi dell’Africa Corps”, il gruppo mercenario che ha preso il posto del Wagner Group dopo che questo è stato assorbito dal ministero della Difesa di Mosca.
La stessa rivendicazione è arrivata dal Fronte di liberazione Azawad. I due gruppi armati sono alleati dal 2025. Il capo di stato militare del Mali ha replicato che l’arrivo dell’aviazione ha consentito al resto del convoglio di proseguire il suo viaggio.
Un mese prima, il 15 giugno, secondo una denuncia di Human Rights Watch, proprio l’Africa Corps aveva condotto un attacco aereo contro il villaggio di Kyria, nella regione di Mopti, uccidendo otto civili tra i quali il capo del villaggio, la moglie, i loro due bambini e un terzo bambino. Nella zona non c’era alcuna presenza di gruppi armati islamisti.


