A Bamako, nel cuore del Mali, due giovani imprenditrici stanno dimostrando che l’innovazione può nascere anche dai rifiuti. Coumba Diakité e Sabou Doumbia hanno deciso di affrontare direttamente uno dei problemi ambientali più urgenti del paese: l’invasione dei rifiuti plastici e dei pneumatici usati che soffocano le strade della capitale. Le loro imprese, By’Recycl e EcoBuild Mali, sono oggi esempi concreti di come il riciclo possa diventare non solo un gesto ecologico, ma anche un motore di inclusione sociale e di sviluppo sostenibile.
Coumba Diakité ha fondato nel 2018 By’Recycl, un laboratorio artigianale dove i vecchi pneumatici in gomma si trasformano in mobili colorati e raffinati, rivestiti di wax e bogolan, tessuti tradizionali maliani. Tavolini, pouf, sedie e perfino giocattoli prendono forma da ciò che era scarto urbano. «Mi sono avvicinata al riciclo dopo una formazione sullo sviluppo sostenibile», racconta Coumba. «Da allora ho deciso di revalorizzare i pneumatici usati per creare oggetti utili e belli». Ogni anno, circa 300 pneumatici vengono trasformati nel suo laboratorio, ma l’impatto sociale è ancora più rilevante: Coumba organizza corsi di formazione per donne disoccupate, anche nei campi per sfollati, insegnando loro a intrecciare i sacchetti di plastica per realizzare borse e oggetti decorativi da rivendere.
Sabou Doumbia, fondatrice di EcoBuild Mali, condivide la stessa visione. La sua azienda, nata tre anni fa, ricicla fino a 14 tonnellate di plastica all’anno, trasformandola in materiali da costruzione e utensili. «Vogliamo promuovere l’economia circolare attraverso il riciclo», spiega. «Il nostro obiettivo è offrire soluzioni concrete, prodotti accessibili e sensibilizzare la popolazione sull’impatto ambientale dei rifiuti plastici». Sabou partecipa spesso ai laboratori di Coumba, convinta che la chiave del cambiamento sia la consapevolezza collettiva.
Entrambe le imprenditrici notano segnali positivi a Bamako: un numero crescente di giovani sta comprendendo la gravità dell’inquinamento da plastica e si avvicina alle pratiche di riciclo. Tuttavia, la strada è ancora lunga. Come osserva Georges Théodore Dougnon, dell’ONG Cultural Survival, che accompagna e sostiene le due imprenditrici: «Coumba è stata la prima donna che ho visto trasformare pneumatici. È un gesto innovativo e potente, perché rompe stereotipi di genere e apre nuovi orizzonti per l’economia locale».
Il prossimo obiettivo di Coumba Diakité è quello di sviluppare un processo di trasformazione dei pneumatici in granuli, da utilizzare per produrre pavimenti morbidi e resistenti, adatti a parchi gioco o spazi pubblici. Un passo ulteriore per dimostrare che, anche in un contesto complesso come quello maliano, l’economia circolare può essere un atto di resilienza e di bellezza.


