In Mali, la “Fondation malienne pour l’entraide et le développement”, fondata dall’ex primo ministro Moussa Mara, ha lanciato una grande campagna di raccolta alimentare per contrastare l’insicurezza alimentare che colpisce oltre un milione di persone nel Paese, tra cui 100.000 a rischio imminente di carestia. Secondo le Nazioni Unite, il Mali è attualmente classificato tra le zone in “allerta massima” per la sicurezza alimentare, al pari del Sudan e della Striscia di Gaza.
Il progetto della Fondazione, denominato “I maliani danno da mangiare ai maliani”, si rivolge tanto ai cittadini residenti quanto alla diaspora, invitandoli a contribuire con donazioni in denaro o in natura. Sono stati predisposti conti bancari e numeri telefonici per i trasferimenti tramite reti mobili, mentre in varie località del paese sono stati aperti magazzini dove è possibile consegnare direttamente alimenti e generi di prima necessità.
Attiva da circa dodici anni, la Fondazione è indipendente da partiti politici, ma la sua iniziativa è significativa perché guidata da una figura critica nei confronti dell’attuale governo di transizione. Moussa Mara ha sottolineato che l’azione intende colmare le lacune dello Stato, messo in difficoltà da una grave crisi finanziaria e dalla drastica riduzione degli aiuti internazionali, in particolare da parte degli Stati Uniti, che per vent’anni sono stati il principale partner nel settore della sicurezza alimentare maliana.
La distribuzione degli aiuti avverrà in collaborazione con il “Commissariat à la sécurité alimentaire du Mali”, con l’obiettivo di raggiungere almeno 30.000 beneficiari. L’iniziativa integra e amplia quanto già fatto dal governo con il programma “Facilité alimentaire malienne”, lanciato nel 2024, che aveva permesso a 600 famiglie di acquistare alimenti a prezzi calmierati e che era previsto venisse esteso a 40.000 famiglie nel 2025.


