In Mali, l’ex primo ministro Choguel Kokalla Maïga è ufficialmente oggetto di un’inchiesta giudiziaria avviata dal procuratore generale presso la Corte Suprema. Al centro dell’indagine vi è la gestione sospetta di circa 2 miliardi di franchi CFA (oltre 3 milioni di euro) da parte della Primature, secondo quanto riportato dal Bureau du Vérificateur Général in un dossier che evidenzia numerose irregolarità.
Due eventi specifici organizzati nel dicembre 2023 — una cerimonia d’inaugurazione a Konobougou e il lancio di un progetto pilota nel settore delle telecomunicazioni — hanno attirato l’attenzione degli inquirenti. In quei contesti, Maïga avrebbe percepito oltre 55.000 dollari in “frais de mission”, somma considerata ingiustificata e sproporzionata rispetto agli standard.
Il rapporto cita anche anticipi indebiti, mancato recupero di interessi finanziari e omissioni nei versamenti all’emittente pubblica ORTM. Al momento, l’ex premier non ha ricevuto una convocazione formale, ma la vicenda assume un rilievo crescente nel panorama politico maliano.
Dopo aver lasciato il governo a metà dicembre, Maïga aveva denunciato pubblicamente possibili strumentalizzazioni politiche nei suoi confronti, soprattutto in relazione al controverso versamento di 20 miliardi di franchi CFA a un ente pubblico senza l’approvazione del consiglio di amministrazione. L’indagine in corso potrebbe segnare una svolta nel rapporto tra la magistratura e le élite istituzionali del Mali post-golpe.


