In Mali, il coordinatore del movimento “Appel du 20 février pour un retour à l’ordre constitutionnel” e presidente dell’associazione “Touche pas à mon argent”, Alou Badra Sacko, è stato rilasciato sabato 24 maggio 2025 dopo oltre due mesi di detenzione non ufficiale. Il 14 marzo, Sacko era stato sequestrato a Bamako da uomini armati e con il volto coperto, in un’operazione priva di qualsiasi fondamento legale. Dopo il suo rapimento, è stato detenuto presso una struttura dei servizi di sicurezza e intelligence dello Stato maliano, dove è stato interrogato a lungo, in abiti civili, su questioni legate alla sua attività politica.
Mali : Quand l’État se tait, l’enlèvement devient méthode de gouvernance
Alou Badra Sacko fait partie de ces citoyens qu’on fait disparaître à Bamako comme on efface une tache gênante sur une nappe. Enlevé en plein cœur de la capitale par des hommes cagoulés, lourdement armés, à… pic.twitter.com/GbSZ0GqsZG
— KONATE Malick (@konate90) May 24, 2025
Figura nota della società civile maliana, Sacko ha più volte denunciato il deterioramento delle condizioni di vita nel paese e si è fortemente opposto alla recente decisione della giunta militare di aumentare le tasse sulle telecomunicazioni, provvedimento volto a risanare le finanze pubbliche. Pur dichiarando di non essere un oppositore dei militari, Sacko ha più volte affermato di voler criticare tutto ciò che non funziona nel Paese. La sua detenzione, definita extragiudiziale, ha suscitato grande preoccupazione e attenzione, soprattutto tra i suoi sostenitori e nell’opinione pubblica.
Dopo la liberazione, accolta con entusiasmo dai suoi familiari e sostenitori, Alou Badra Sacko ha scelto, per ora, di non rilasciare dichiarazioni pubbliche. Tuttavia, resta aperta la domanda su quale sarà il suo comportamento futuro: tornerà a utilizzare i social per esprimere le sue opinioni oppure sceglierà un profilo più discreto? Una sua presa di posizione ufficiale potrebbe arrivare presto.


