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Conflitti

Mali, nuove rivelazioni sugli orrori di Wagner: massacri, torture e silenzi ufficiali

Una nuova inchiesta giornalistica rivela dettagli inediti sui crimini commessi dai mercenari di Wagner in Mali, tra torture, fosse comuni e repressioni sistematiche.

Il magazine “Jeune Afrique” ha pubblicato il 24 giugno 2025 un’inchiesta approfondita sulle gravi violazioni dei diritti umani commesse dai mercenari del gruppo Wagner in Mali. L’indagine si basa su testimonianze dirette, indagini di campo e analisi incrociate, e rivela l’estensione della violenza perpetrata dal gruppo paramilitare russo, operante in stretta collaborazione con l’esercito maliano dal 2021.

Il rapporto si sofferma in particolare sul massacro di Moura, avvenuto nel marzo 2022, dove secondo le Nazioni Unite oltre 500 civili sarebbero stati uccisi. “Jeune Afrique” aggiunge nuovi dettagli sconvolgenti: si parla di torture sistematiche, esecuzioni sommarie, fosse comuni e villaggi rasi al suolo. Alcuni testimoni, compresi membri dell’esercito maliano, hanno descritto scene di brutale violenza e un clima di terrore organizzato.

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L’inchiesta denuncia anche il silenzio delle autorità di Bamako, che non solo non intervengono, ma contribuiscono con il loro atteggiamento all’instaurarsi di un clima di paura nelle regioni centrali e settentrionali del Mali. In molte aree rurali, la popolazione non sa più a chi rivolgersi né di chi fidarsi. I giornalisti di “Jeune Afrique” hanno potuto raccogliere testimonianze solo sotto stretta condizione di anonimato, a causa del timore di ritorsioni.

Il rapporto evidenzia inoltre l’opacità totale che caratterizza le attività di Wagner: non esistono canali ufficiali, portavoce o strutture riconoscibili. Questo vuoto giuridico e istituzionale rende difficile, se non impossibile, ogni tentativo di indagine o di azione giudiziaria. Wagner agisce così in una “zona grigia” che garantisce impunità assoluta.

Questa guerra non dichiarata e invisibile si inserisce in una più ampia strategia politica: consolidare l’autorità del governo maliano post-coloniale, anche a costo di sacrificare vite civili. Il Mali, nel suo progressivo distacco dalla Francia e nel rafforzamento dell’asse con Mosca, ha permesso a Wagner di assumere un ruolo centrale e incontrollato nelle operazioni militari.

Con la pubblicazione di questa inchiesta, “Jeune Afrique” compie un atto coraggioso di denuncia e di documentazione, contribuendo in modo fondamentale alla richiesta di verità e giustizia per le vittime.

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