Il governo del Mali ha deciso di sospendere il rilascio di nuovi permessi per l’estrazione artigianale ai cittadini stranieri, a seguito di due gravi incidenti che nelle ultime settimane hanno causato decine di vittime. La decisione è stata annunciata dopo la riunione settimanale del Consiglio dei ministri, nel tentativo di affrontare le criticità legate alla sicurezza nelle miniere artigianali e di rafforzare il controllo statale sul settore minerario.
Mali suspends artisanal gold mining permits for foreign companies after series of accidents
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Il 15 febbraio, il crollo di una miniera d’oro artigianale nella regione di Kayes ha provocato la morte di 43 persone, la maggior parte delle quali donne. Solo poche settimane prima, il 29 gennaio, un altro tragico incidente si era verificato nel sud-ovest del Paese: 13 minatori, tra cui donne e tre bambini, hanno perso la vita a causa dell’allagamento di un tunnel in cui stavano scavando alla ricerca di oro.
Questi eventi hanno evidenziato i rischi estremi associati all’attività estrattiva su piccola scala, caratterizzata da condizioni di lavoro precarie, scarsa regolamentazione e infrastrutture insicure. L’estrazione artigianale, pur rappresentando una fonte di sussistenza per migliaia di persone, è spesso associata a incidenti mortali e danni ambientali, aggravati dalla presenza di lavoratori privi di una formazione adeguata.
In risposta a queste tragedie, il Consiglio dei ministri ha adottato misure restrittive, sospendendo temporaneamente il rilascio di nuovi permessi per l’estrazione artigianale ai cittadini stranieri. Il governo ha inoltre disposto la rimozione di alcuni funzionari amministrativi e di sicurezza ritenuti responsabili per la gestione inadeguata delle attività minerarie nelle zone colpite dagli incidenti.
Questa decisione riflette una tendenza più ampia da parte delle autorità maliane di rafforzare il controllo sul settore minerario, nel tentativo di aumentare la quota di ricchezza che rimane all’interno del Paese. Dopo il colpo di stato militare del 2020, la giunta al potere ha promesso di rivedere le politiche minerarie, con l’obiettivo di assicurare che lo Stato benefici maggiormente dall’estrazione dell’oro, il cui prezzo è attualmente ai massimi storici.
Il Mali è uno dei principali produttori di oro in Africa e ospita numerose miniere industriali gestite da compagnie internazionali, tra cui Barrick Gold, B2Gold Corp, Resolute Mining e Hummingbird Resources. Tuttavia, il settore minerario ha affrontato difficoltà significative negli ultimi anni, con tensioni tra il governo e le imprese straniere. La politica di maggiore controllo statale ha portato a diverse dispute con gli investitori internazionali, tra cui una controversia ancora irrisolta con Barrick Gold.
Inoltre, la produzione d’oro industriale ha subito un drastico calo del 23% nel 2024 rispetto all’anno precedente, segnale di un settore in fase di ristrutturazione e di un Paese che cerca di bilanciare la necessità di attrarre investimenti esteri con l’esigenza di rafforzare la sovranità economica.
Mentre le autorità tentano di rendere il settore minerario più sicuro e redditizio per il Paese, il divieto di nuovi permessi per i minatori stranieri potrebbe avere conseguenze sul lavoro di migliaia di persone che dipendono dall’estrazione artigianale, oltre a impattare il flusso di oro proveniente da questa fonte informale. Resta da vedere se queste misure porteranno a un miglioramento delle condizioni di sicurezza o se rischieranno di alimentare tensioni sociali e conflitti tra i lavoratori locali e le autorità.


