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Conflitti

Mali, tra minaccia jihadista e mercenari Wagner: instabilità e conflitti armati nel Sahel

Il Mali è teatro di scontri tra jihadisti di JNIM e i mercenari del gruppo Wagner, con una crescente instabilità nella regione del Sahel.

Il Mali si trova in una fase di conflitto complesso, con diversi attori coinvolti che rendono la situazione estremamente instabile. Da una parte, il gruppo jihadista JNIM (Gruppo di Sostegno all’Islam e ai Musulmani), affiliato ad Al Qaeda, continua a espandere la sua influenza, specialmente nel Sahel, minacciando il governo maliano e burkinabé. Dall’altra, il gruppo Wagner, una compagnia militare privata russa, è presente in Mali come alleato dell’esercito governativo, ma è accusato di esecuzioni extragiudiziali e arresti di massa nelle operazioni contro gli jihadisti.

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Negli ultimi mesi, il JNIM ha intensificato gli attacchi, arrivando a condurre 57 operazioni tra settembre e ottobre 2024, con un bilancio di 257 morti. Questo gruppo jihadista è una delle principali minacce alla stabilità del Sahel, controllando o operando su vasti territori, come indicato anche dalle Nazioni Unite. La sua espansione è facilitata dal crollo della presenza occidentale nella regione e dalla proliferazione di armi illegali dopo la caduta della Libia nel 2011. Gli attacchi più significativi si sono verificati sia in Mali sia in Burkina Faso, con centinaia di vittime, incluso un recente massacro di centinaia di persone (alcuni parlano addirittura di 600) a Barsalogho, in Burkina Faso.

Burkina Faso, strage a Barsalogho: oltre 200 morti in un attacco terroristico

Nel contempo, i ribelli tuareg dell’Azawad, che in passato lottavano per l’indipendenza, si sono evoluti in un’organizzazione politica e militare più strutturata, riuscendo a sconfiggere in alcune occasioni i mercenari di Wagner. Alcuni resoconti parlano dell’acquisizione di droni da parte dei ribelli, sebbene non sia ancora confermato chi li abbia forniti. L’Ucraina ha negato qualsiasi coinvolgimento nella fornitura di armi ai ribelli tuareg, ma il loro desiderio di collaborare con Kiev contro i mercenari russi suggerisce che questa alleanza potrebbe rafforzarsi, soprattutto se i Tuareg riusciranno a indebolire ulteriormente Wagner.

Le tensioni tra il gruppo jihadista JNIM e le forze governative, appoggiate da Wagner, sono esplose in una serie di scontri, tra cui un attacco l’11 ottobre 2024 contro camion militari maliani a nord del villaggio di Tagarost e l’uccisione di un comandante di Wagner durante l’assalto a Ber, nella regione di Tombouctou. Il JNIM ha dimostrato la sua capacità di attaccare anche obiettivi simbolici e militari ‘duri’, come avvenuto a Bamako, la capitale maliana, dove nel settembre 2024 hanno colpito una base militare e la scuola della gendarmeria.

Oltre ai jihadisti, il Mali deve fronteggiare anche la crescente organizzazione dei ribelli tuareg dell’Azawad, che si sono adattati alla complessità del conflitto e sembrano determinati a combattere non solo il governo centrale, ma anche i mercenari di Wagner. La regione del Sahel rimane un’area fortemente instabile, con un aumento esponenziale degli attacchi jihadisti anche nei paesi vicini, come il Burkina Faso e il Togo, dove il JNIM ha recentemente compiuto uno dei suoi attacchi più mortali, uccidendo 19 persone.

Nonostante il reclutamento di nuovi soldati e la promessa di nuove offensive da parte dei governi locali, la situazione in Mali e nel Sahel continua a deteriorarsi, con i gruppi jihadisti che sfruttano le debolezze delle forze governative e la presenza internazionale limitata. Il futuro della regione appare sempre più incerto, con l’ulteriore rischio che i conflitti si estendano anche ai paesi confinanti, aumentando il livello di violenza e instabilità.

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