In Marocco, la persistente carenza di farmaci essenziali continua a suscitare forte preoccupazione tra la popolazione, in particolare tra i pazienti affetti da malattie croniche, la cui salute dipende da una regolare assunzione di trattamenti salvavita. Nonostante numerosi allarmi lanciati da parlamentari, istituzioni, organizzazioni politiche e associazioni per i diritti umani, la situazione rimane critica, con oltre 600 referenze farmaceutiche attualmente irreperibili nelle farmacie del Paese.
La denuncia più recente arriva dalla Fédération Marocaine des Droits du Consommateur (FMDC), che sottolinea una crisi strutturale nell’approvvigionamento e nella distribuzione dei medicinali su scala nazionale. Gli sportelli di reclamo della FMDC sono stati sommersi da segnalazioni di cittadini costretti a un estenuante pellegrinaggio tra le farmacie per trovare farmaci per patologie come diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, neurologiche e oncologiche.
La FMDC attribuisce piena responsabilità alle autorità competenti, in particolare al Ministero della Salute e della Protezione Sociale, per l’inefficienza della filiera farmaceutica. L’organizzazione chiede un’indagine approfondita sulle cause della carenza, con eventuali sanzioni per i responsabili, sia in caso di negligenza, cattiva gestione o pratiche speculative.
Tra le misure urgenti proposte: l’istituzione di un sistema nazionale di monitoraggio attivo dell’approvvigionamento, in grado di anticipare e prevenire le crisi; la creazione di scorte strategiche di farmaci vitali, come avviene in molti altri Paesi; e il richiamo all’etica e alla responsabilità sociale rivolto a produttori, importatori e distributori, affinché evitino ogni forma di speculazione, accaparramento o distorsione commerciale.
La FMDC ribadisce che il diritto alla salute deve prevalere su qualsiasi logica di profitto, e che l’accesso equo alle cure rappresenta un principio fondamentale da tutelare con urgenza.


