Diciotto tifosi senegalesi sono stati condannati in Marocco a pene comprese tra tre mesi e un anno di reclusione per i disordini avvenuti durante la finale della Coppa d’Africa delle Nazioni (CAN), disputata il mese scorso e segnata da gravi incidenti sugli spalti e a bordo campo.
La sentenza è stata pronunciata giovedì, al termine di circa tre ore di camera di consiglio. Secondo quanto riportato dalla stampa senegalese, il tribunale ha seguito le richieste dell’accusa, ritenendo gli imputati colpevoli dei fatti contestati, in particolare per hooliganismo e violenze legate agli scontri scoppiati durante la partita.
⚽🇸🇳🇲🇦 Un mois après la finale houleuse Sénégal-Maroc de la CAN 2025, dix-huit supporters sénégalais, poursuivis pour « hooliganisme », ont été condamnés à de lourdes peines, trois mois et un an de prison ferme.
Comment la justice marocaine justifie-t-elle ce verdict ? pic.twitter.com/0XacLT8KIT— Appels sur l’actualité – RFI (@AppelsActu) February 23, 2026
Il clima in aula, al momento della lettura del verdetto, sarebbe stato particolarmente teso. Bakary Cissé, presidente della Commissione Comunicazione della Federazione senegalese di calcio, ha riferito che l’annuncio della decisione ha suscitato forte emozione tra i presenti e che uno dei condannati ha accusato un malore, rendendo necessario un intervento medico.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Patrick Kabou, ha definito la sentenza “incomprensibile”, sostenendo che i propri assistiti sarebbero stati trasformati in capri espiatori. Durante l’udienza, gli imputati hanno proclamato la propria innocenza, pur esprimendo rammarico e richiamando la fraternità storica tra il popolo marocchino e quello senegalese. I legali avevano chiesto l’assoluzione, ritenendo non decisive le immagini delle telecamere di sorveglianza e sottolineando l’assenza di flagranza di reato.
La ricostruzione degli incidenti, riportata da alcuni media marocchini, indica che le tensioni sarebbero esplose nei minuti finali della partita, dopo l’assegnazione di un calcio di rigore al Marocco nei tempi di recupero del secondo tempo, subito dopo una rete annullata al Senegal. In quel frangente, alcuni tifosi senegalesi avrebbero tentato di invadere il terreno di gioco e lanciato oggetti verso il campo.
CAN 2025 🇲🇦: le Premier ministre sénégalais 🇸🇳regrette la condamnation de ressortissants au #Maroc
🚨Il semble que cette affaire dépasse le cadre du sport, ce qui est regrettable”, a déclaré le Premier ministre sénégalais #Ousmane_Sonko devant le Parlement.#Senegal pic.twitter.com/tIkkEfeyRK— بوابة الجزائر – Algeria Gate (@algatedz) February 24, 2026
Nello stesso procedimento è stato condannato anche un cittadino francese di origine algerina, a tre mesi di reclusione e a un’ammenda di 1.000 dirham, per aver lanciato una bottiglia d’acqua.
La vicenda giudiziaria non si conclude con questa decisione: i 18 tifosi senegalesi, condannati in primo grado, hanno annunciato l’intenzione di presentare appello. Il caso continua a suscitare interrogativi sul bilanciamento tra esigenze di ordine pubblico e garanzie processuali in occasione di grandi eventi sportivi internazionali.


