KSAR EL KEBIR – La città di Ksar El Kebir sta affrontando una delle crisi meteorologiche più gravi degli ultimi anni. Le piogge torrenziali che hanno colpito il nord del Marocco hanno causato un innalzamento critico del fiume Loukkos, sommergendo interi quartieri e costringendo le autorità a una corsa contro il tempo per evitare un disastro umanitario.
Il cuore dell’emergenza risiede nella gestione della diga di Oued El Makhazine. Con il bacino che opera alla massima capacità, mercoledì sono affluiti circa 100 milioni di metri cubi d’acqua in sole 24 ore. Per preservare l’integrità della struttura, le autorità sono state costrette a rilasci controllati, che hanno però aumentato drasticamente il flusso dei detriti e il livello dell’acqua a valle, minacciando direttamente le zone residenziali.
Sotto le direttive dirette di Re Mohammed VI, è scattato un piano d’emergenza su larga scala. Il presidente del consiglio municipale, Mohamed Simo, ha confermato la mobilitazione di risorse senza precedenti, con allestimento di tende e spazi pubblici e privati per accogliere gli sfollati, e distribuzione di generi alimentari e beni di prima necessità alle famiglie colpite. Sono state disposte evacuazioni precauzionali, con un appello urgente ai residenti delle zone a maggior rischio affinché abbandonino le proprie case prima di un ulteriore peggioramento.
Anche i trasporti sono in difficoltà, e il Ministro dei Trasporti e della Logistica, Abdelssamad Kayouh, ha presieduto una riunione d’urgenza giovedì per coordinare la risposta logistica. La situazione è critica su più fronti. L’aeroporto Saniet R’mel di Tetouan è stato chiuso ufficialmente fino alla mezzanotte del 31 gennaio dopo che la pista è stata sommersa. I voli sono stati dirottati verso Tangeri. Molte vie d’accesso a Ksar El Kebir sono state chiuse per sicurezza, isolando parzialmente la città. Forti disagi anche nello Stretto di Gibilterra, con ritardi nei traghetti e un monitoraggio speciale per le navi che trasportano materiali pericolosi.
La Direzione Generale della Meteorologia (DGM) ha emesso un’allerta rossa. Le province di Chefchaouen e Ouazzane, che alimentano la diga di Oued El Makhazine, attendono ulteriori precipitazioni tra i 90 e i 120 mm.
Oltre alla pioggia, si temono raffiche di vento tra i 75 e gli 85 km/h, che potrebbero complicare ulteriormente le operazioni di soccorso e la stabilità delle infrastrutture elettriche.
“La priorità assoluta è la sicurezza dei cittadini,” ha dichiarato il Ministro Kayouh, esortando tutte le agenzie di trasporto a mantenere la massima prontezza per supportare eventuali evacuazioni di massa tramite autobus e mezzi speciali.
L’emergenza non è ancora terminata. Con i trasporti paralizzati e le infrastrutture sotto pressione, Ksar El Kebir vive ore di estrema tensione. Una volta superata la fase acuta delle piogge, sarà fondamentale avviare una riflessione sulla gestione dei flussi idrici e sul potenziamento delle difese fluviali per garantire che scene simili non debbano ripetersi in futuro.


