Le locuste del deserto potrebbero tornare a rappresentare una minaccia significativa per l’agricoltura marocchina nei prossimi mesi. L’allarme arriva dalla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, che nel suo ultimo bollettino ha segnalato il rischio di una nuova fase di diffusione dell’insetto nel paese nordafricano.
Secondo le informazioni diffuse dall’organizzazione, negli ultimi giorni sono stati osservati individui e gruppi di locuste nella regione di Agadir, una delle principali aree agricole del Marocco. Alcune immagini circolate sui social network nel mese di febbraio mostrano sciami particolarmente densi nel Sahara occidentale, con grandi quantità di insetti che riempiono il suolo e l’aria.
Il criquet pèlerin, ovvero la locusta del deserto, è considerato uno degli insetti più distruttivi per l’agricoltura in Africa e nel Medio Oriente. In condizioni favorevoli, può formare sciami capaci di devastare coltivazioni e pascoli su vastissime superfici in tempi molto rapidi.
Secondo Cyril Piou, previsore acridiano della FAO e responsabile della gestione delle informazioni sulle locuste, la situazione attuale richiede una vigilanza costante. Gli insetti osservati finora non costituiscono ancora sciami di grandi dimensioni, ma gruppi più piccoli e sparsi.
Proprio questa dispersione geografica rende però il monitoraggio più complesso. Come ha spiegato Piou, si tratta di gruppi relativamente contenuti, che le squadre di lotta antiacridiana marocchine sono in grado di controllare, ma distribuiti in numerose aree differenti.
Negli ultimi mesi il Marocco ha già avviato una vasta campagna di contrasto. A partire da ottobre, più di 150 mila ettari sono stati trattati con pesticidi nell’ambito delle operazioni di controllo delle locuste.
Le autorità marocchine, contattate dai media, sostengono tuttavia che la situazione sia sotto controllo. Secondo una fonte ufficiale, tutti i sistemi di sorveglianza e allerta sono attivi e le risorse umane e tecniche necessarie sono state mobilitate per intervenire nelle zone interessate.
Il ritorno stagionale delle locuste è un fenomeno che dipende da condizioni climatiche e ambientali favorevoli alla riproduzione, in particolare piogge e umidità nelle aree desertiche. Per questo la primavera rappresenta tradizionalmente un periodo critico per il possibile sviluppo di nuove infestazioni.
Per il momento, sottolinea la FAO, la situazione resta gestibile, ma richiede un monitoraggio costante per evitare che piccoli gruppi si trasformino in sciami più ampi e difficili da contenere.


