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Economia

Marocco, l’annullamento dell’Aïd al-Adha scuote il settore ovino spagnolo

L'annullamento dell'Aïd al-Adha in Marocco per il 2025 scuote il settore ovino spagnolo e solleva dubbi sulle reali motivazioni della decisione, tra crisi economica e strategie governative a confronto con l'Algeria.

Il Marocco ha annunciato l’annullamento dell’Aïd al-Adha (la Festa dell’Agnello) per il 2025, una decisione storica presa dal re Mohammed VI e motivata ufficialmente dalla siccità persistente. Tuttavia, secondo gli analisti spagnoli, la vera causa sarebbe la crisi economica che sta colpendo il paese nordafricano. Questa scelta ha avuto un impatto significativo sul settore ovino spagnolo, che esportava ogni anno circa 850.000 agnelli in Marocco, con quasi la metà delle vendite concentrate nei primi mesi dell’anno.

La cancellazione della festività ha avuto ripercussioni pesanti sull’industria ovina spagnola, già in crisi per l’aumento dei costi di produzione e la riduzione della redditività. Solo nell’ultimo anno, il settore ha perso oltre 1.200 allevamenti e più di 430.000 capi di bestiame. La riduzione della domanda marocchina rischia di aggravare ulteriormente la situazione.

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Secondo José Friguls, direttore dell’Associazione delle imprese di carne spagnole (Anafric), “il Marocco resta un partner essenziale”, ma la cancellazione dell’Aïd rappresenta una perdita rilevante per il mercato. Alcuni allevatori, come Antonio Punzano di Jaén, lamentano la scarsità di offerta e la difficoltà nel mantenere la produzione a causa della diminuzione della domanda.

Il governo marocchino giustifica la decisione con la prolungata siccità che avrebbe ridotto del 38% il numero di capi di bestiame nel paese. Tuttavia, gli osservatori spagnoli mettono in dubbio questa motivazione, sottolineando che il Marocco importa la maggior parte del bestiame per la festa. Inoltre, nel 2024, il governo aveva sovvenzionato l’acquisto degli agnelli per coprire fino all’80% del costo per le famiglie marocchine.

Più plausibile, secondo gli analisti, è che l’annullamento della festa sia un tentativo di alleviare la pressione finanziaria sulle famiglie, già messe a dura prova dall’inflazione. La scelta permetterebbe anche allo Stato di ridurre i sussidi, alleggerendo le spese pubbliche in un contesto economico difficile.

Mentre il Marocco sospende il rito per motivi economici, l’Algeria ha adottato un approccio completamente diverso. Il presidente Abdelmadjid Tebboune ha disposto l’importazione di un milione di capi di bestiame per garantire che ogni famiglia possa celebrare l’Aïd al-Adha. Lo Stato si occuperà della distribuzione attraverso cooperative pubbliche, con prezzi agevolati per i lavoratori.

Questa differenza di approccio riflette due strategie politiche distinte: da un lato, il Marocco sacrifica una tradizione per contenere la crisi economica, dall’altro, l’Algeria mantiene la celebrazione grazie a un forte intervento statale, evidenziando una visione più protezionista e popolare della gestione della crisi.

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