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Emergenze

Marocco, torna la paura del terremoto

Il sisma di magnitudo 5.1 ha colpito il paese nella notte. Nessuna vittima

Un terremoto di magnitudo 5,1 della scala Richter lunedì sera alle 23:48 ha scosso la città di Ksar El Kebir, nel nord del Marocco. L’epicentro è stato localizzato nel comune di Tatoft, nella regione di Tangeri-Tetouan-Al Hoceima, a circa 15 chilometri dalla città di Ksar El Kébir, e ad una profondità di 20 km. Un secondo terremoto di magnitudo 5.1 è avvenuto a 7 km da Souk L’Qolla, nella provincia di Laarache, ed è stato avvertito chiaramente a Rabat e in diverse grandi città come Casablanca, Fez, Marrakech, e in altri centri come Kenitra, Ouazzane e Meknes

Nessuna vittima è stata segnalata dalle autorità locali.

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La scossa è stata avvertita in diverse regioni del sud della Spagna, in particolare in Andalusia, in città come Siviglia, Huelva, Malaga e Cadice, così come nell’enclave spagnola di Ceuta e in alcune zone del Portogallo, soprattutto nell’Algarve. In Andalusia molti cittadini hanno chiamato il numero di emergenza 112, come ha riferito il quotidiano El Pais.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa
marocchina Map, al momento non sono stati segnalati danni, ma molti residenti di Tangeri e Rabat hanno trascorso la notte fuori casa nel timore di ulteriori scosse di
assestamento.
Nessun danno è stato segnalato alle infrastrutture, secondo il Ministero delle Infrastrutture e delle Acque. In un comunicato stampa diffuso martedì, il Ministero ha affermato che gli enti territoriali stanno effettuando indagini per valutare l’impatto della scossa sulla rete stradale e gli impianti idrici a Ouezzane e nelle province limitrofe ma “Finora non ci sono stati segnalati danni alle infrastrutture stradali o impianti idrici”.
È ancora vivo il ricordo del terremoto che ha colpito il Marocco a settembre del 2023, provocando la morte di oltre 3 mila persone. Era la sera di venerdi 8 settembre quando la terra tremò violentemente. La scossa, di magnitudo 7, durò circa 30 secondi e fu sentita lungo tutta la dorsale dell’Atlante. La regione più colpita fu quella di Al Haouz, a sud di Marrakech e vicina all’epicentro del sisma, con oltre 1600 morti. Devastata anche
la regione di Taroudant, dove si contarono
circa mille vittime, e gravi danni alla città di Marrakech.

Proprio in questo periodo il Marocco è prossimo al completamento di un progetto di monitoraggio e prevenzione dei grandi terremoti, avviato nel marzo 2024 in collaborazione con il Giappone UNESCO e il Centro nazionale per Ricerca scientifica e tecnica (CNRST). L’iniziativa mira alla valutazione del rischio sismico, a migliorare il sistema di preparazione alle catastrofi e a rafforzare la resilienza della comunità di fronte ai disastri naturali. Il progetto, che si concluderà nel marzo prossimo, si allinea con il precedente impegno dell’UNESCO di sostenere il Marocco a sviluppare un sistema di allerta precoce per i terremoti e a rafforzare la capacità di risposta alle catastrofi.
Il Giappone ha contribuito con circa 9 milioni di dirham ($ 900.000) all’iniziativa, che si inserisce nel contesto degli sforzi intrapresi dal Marocco per migliorare il monitoraggio sismico delle infrastrutture, in particolare dopo il devastante terremoto del 2023.
Nasser Jabour, direttore dell’ Istituto Nazionale di Geofisica, ha dichiarato che sono state posizionate nuove stazioni di monitoraggio sismico nelle zone interessate dalla scossa tellurica del 2023. Sei province, Agadir, Taroudant, Chichaoua, Ouarzazate, Azilal e Al Haouz, hanno beneficiato direttamente del progetto, dato che in alcune di queste aree in precedenza mancavano stazioni di monitoraggio sismico.
Jabour ha anche sottolineato l’importanza di integrare vari sistemi di monitoraggio della sismicità in un quadro unificato, per migliorare la precisione di valutazione e le previsioni di impatto del terremoto, sottolineando l’importanza della cooperazione internazionale per affrontare le catastrofi naturali.

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