Almeno 144 persone sono morte o risultano disperse al largo della Mauritania in una serie di naufragi avvenuti tra il 13 e il 19 luglio lungo la rotta atlantica che collega l’Africa occidentale alle Isole Canarie. Lo ha reso noto l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), che torna a richiamare l’attenzione sulla pericolosità di uno dei principali corridoi migratori verso l’Europa.
L’episodio più grave riguarda un’imbarcazione soccorsa il 18 luglio dopo quasi venticinque giorni trascorsi alla deriva nell’Oceano Atlantico. Il battello era partito da Bufalo, in Gambia, con l’obiettivo di raggiungere la Spagna. Secondo l’UNHCR, dei 181 passeggeri iniziali soltanto 38 sono sopravvissuti, mentre 143 persone sono morte o risultano disperse. A queste si aggiunge un’altra vittima segnalata tra i passeggeri di un’imbarcazione sbarcata il 14 luglio.
We are deeply saddened and concerned as 144 people reportedly dead or missing off West Africa. pic.twitter.com/YWl6XojrxR
— UNHCR, the UN Refugee Agency (@Refugees) July 21, 2026
Tra il 14 e il 18 luglio sono state condotte tre operazioni di soccorso e sbarco nei porti mauritani di Nouadhibou, che hanno consentito di mettere in salvo complessivamente 387 persone.
Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, la rotta atlantica verso le Canarie continua a essere una delle più letali al mondo. Le lunghe distanze da percorrere, le condizioni imprevedibili dell’oceano, il sovraffollamento delle imbarcazioni e la difficoltà di effettuare soccorsi tempestivi rendono la traversata estremamente rischiosa.
I dati mostrano inoltre un apparente paradosso. Gli arrivi via mare alle Canarie sono diminuiti del 61% rispetto allo stesso periodo del 2025, con circa 4.400 persone registrate fino al 15 luglio. Tuttavia, la diminuzione degli sbarchi non significa una riduzione dei pericoli affrontati da chi tenta la traversata. Al contrario, questi naufragi dimostrano che molti migranti continuano a partire da coste sempre più lontane, affrontando viaggi di oltre duemila chilometri pur di raggiungere il territorio europeo.
Nel complesso, dall’inizio del 2026 oltre 40.000 persone sono arrivate in Europa attraverso le principali rotte marittime. Nello stesso periodo, le autorità mauritane hanno registrato 17 operazioni di sbarco tra Nouadhibou e Nouakchott, durante le quali sono state soccorse 2.147 persone.


