Il deputato mauritano Mohamed Bouy Ould Cheikh Mohamed Fadel ha sollevato serie preoccupazioni riguardo all’accordo migratorio firmato tra la Mauritania e l’Unione Europea, definendolo “sospetto” e chiedendone l’annullamento. Durante una sessione parlamentare dedicata alla migrazione irregolare, ha criticato l’accordo, sottolineando il rischio che la Mauritania diventi un centro di detenzione per migranti deportati dall’Europa.
L’accordo, firmato nel marzo 2024, prevede un finanziamento di 210 milioni di euro da parte dell’UE per rafforzare la gestione delle frontiere mauritane, combattere il traffico di esseri umani e promuovere la migrazione legale. Tuttavia, secondo Ould Cheikh Mohamed Fadel, l’accordo ha portato a pratiche discutibili, tra cui arresti arbitrari e deportazioni di migranti subsahariani, spesso abbandonati in aree remote del deserto, .
Organizzazioni per i diritti umani e giornalisti investigativi hanno documentato queste pratiche, evidenziando come i fondi europei siano stati utilizzati per finanziare operazioni che violano i diritti fondamentali dei migranti. Nonostante le autorità mauritane neghino l’esistenza di campi di detenzione, le testimonianze raccolte indicano il contrario .
Inoltre, l’accordo ha suscitato proteste tra la popolazione mauritana, preoccupata per l’eventualità che il paese diventi un punto di raccolta per migranti deportati dall’Europa. Il deputato ha anche richiesto scuse e compensazioni per i cittadini mauritani arrestati ingiustamente nell’ambito delle operazioni contro la migrazione irregolare e ha sollecitato punizioni per gli ufficiali di sicurezza che hanno abusato dei loro poteri.
Nonostante le critiche, l’UE continua a considerare la Mauritania un partner strategico nella gestione della migrazione, con l’obiettivo di ridurre gli arrivi irregolari sulle coste europee, in particolare nelle Isole Canarie. Tuttavia, le crescenti tensioni e le denunce di violazioni dei diritti umani mettono in discussione l’efficacia e l’etica di tali accordi.


