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Diritti umani

Mauritania, una marcia dopo la condanna di due parlamentari

Una marcia silenziosa e pacifica è stata organizzata questo pomeriggio nelle strade semidesertiche della polverosa Nouakchott, capitale della Mauritania ormai nota anche per avere il primato del più giovane detenuto della storia, il bimbo di soli tre mesi arrestato con sua madre la deputata Mariem Cheikh lo scorso 4 aprile.
La Deputata è stata condannata a 4 anni di prigione con un processo sommario e del tutto irregolare per aver portato a conoscenza l’opinione pubblica -attraverso la sua pagina Facebook -il caso di schiavitù di una bambina chiamata Noura di 12 anni. Con Mariem e il suo bambino il giorno seguente, lo scorso 5 aprile, la polizia di Stato del Presidente Mohamed Ould Ghazouani ( eletto con evidenti brogli nel 2022) ha illegalmente preso in ostaggio la sua collega deputata Ghamou Achour Salemperché ha osato chiedere in Parlamento il motivo dell’arresto di Mariem.( Nella foto ecco le due deputate in azione ora nella prigione Femminile centrale di Nouakchott. Eppure, seppur a caro prezzo, in queste ore qualcosa sta cambiando nel paese. Il dibattito si fa rovente e tutti commentano del perché il Capo di Stato abbia messo agli arresti due Deputate della Repubblica Islamica di Mauritania. Sono più di quindici anni da quando l’IRA Mauritania, presieduta e capitanata da Biram dah Abeid si batte assiduamente e con tenacia nel paese e nel mondo per denunciare le veridicità di questa brutale realtà.

Eppure, si ha la netta sensazione che solo ora si sia toccato il fondo nel paese a tal punto da non poter più negare l’evidenza ossia che si ammetta che in Mauritania ed in generale nella fascia dei paesi a maggioranza nera della fascia subsahariana, il fenomeno esista davvero e che si continui a tollerarlo nascondendolo al mondo libero per svariatiinteressi di casta.

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Noi lo sappiamo bene perché lo abbiamo detto e scritto spesso anche qui che il potere in Mauritania tiene ed ha sempre tenuto disunite le varie etnie proprio per continuare indisturbato ad avvantaggiare un gruppo anziché un altro a vantaggio dei pochi eletti ( spesso molto vicini ai poteri dell’Occidente) e che la sottomissione dei neri dalla pelle più scura deve essere considerata li la normalità. Chi osa parlare, dire e scrivere che in Mauritania la storia fino ad oggi è andata cosideve pagare e anche caro il prezzo della verità, nulla importa se si tratti di un infante di pochi mesi o di una Rappresentante eletta dal popolo!

Mentre scriviamo il nostro pensiero corre in quelle strade, tra quella gente stanca di essere sottomessa e rimanere invisibile! Oggi le donne si sono organizzate in autonomia, senza aspettare indicazioni da mariti, padri o zii perché Mariem e Ghamou sono donne come loro, che hanno sofferto sin dalla nascita l’infamia della discriminazione razziale, che sanno bene cosa vuol dire non poter sperare in un futuro giusto per stesse tanto meno per i loro figli che mai li avranno diritti uguali a quella minoranza che fin ora la storia ha visto sopraffare indisturbata….Le donne del Movimento abolizionista della moderna schiavitù sono state da sempre vicine al leader Biram trovando in lui prima e nelle colleghe Mariem e Ghamou delle guide da ascoltare e seguire per provare a fare la differenza. Ora però sentono che è arrivato il momento di essere esse stesse le protagoniste, di dire basta a questo sistema che non ha alcuna intenzione di cambiare, almeno fino a quando tutte insieme faranno sentire il proprio dissenso esigendo il vero rispetto delle leggi e la loro applicazione che sia però uguale per tutti e tutte in Mauritania al di là del colore della pelle, della lingua parlata o degli abiti indossati.

Di ora in ora la questione arresti arbitrari delle attiviste e deputate vicine al Movimento IRA Mauritania sta prendendo la scena come mai prima e sebbene ci faccia male perché conosciamo i rischi che queste persone stanno correndo, una voce dentro di noi grida: FINALMENTE verrà fuori la verità e nessuno potrà più negarla, nemmeno laggiù’ nel paese della schiavitù per discendenza.

Di qua dal mondo libero, intanto, ci stiamo organizzando: sabato 9maggio saremo a Parigi per una Manifestazione davanti all’Ambasciata mauritana Parigi 5 rue Montevideo per denunciare con forza e determinazione gli arresti arbitrari ed illegali dei militanti e delle militanti dell’IRA Mauritania, tra cui le nostre due deputate e del bimbo di tre mesi. Denunceremo l’attacco senza precedenti alle libertà pubbliche e ai diritti umani in Mauritania e domanderemo l’immediato rilascio degli ostaggi della libertà.

L’opinione pubblica mauritana si sta finalmente svegliando e lo sta facendo in onore del coraggio di queste donne e degli attivisti che da tanto, troppo tempo conducono senza apparenti successi queste battaglie di civiltà.

Di nuovo e con soddisfazione dobbiamo usare il termine finalmente perché da qualche giorno e mai prima (! ) altri deputati e deputate dell’opposizione iniziano a denunciare la realtà sui banchi del parlamento all’assemblea Nazionale mauritana.

Come sempre noi continueremo ad affiancarli e a seguirli verso il trionfo della libertà.

 

Ivana Dama

 

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