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Migrazioni

Mediterraneo, nuova tragedia dell’immigrazione in acque greche

Nuova tragedia del mare nel Mediterraneo. Almeno 15 migranti hanno perso la vita e in 24 sono stati feriti nelle acque territoriali della Grecia nella notte tra lunedì e martedì.
L’imbarcazione si è scontrata con una motovedetta della Guardia costiera greca che ha affermato di non aver potuto impedire l’impatto.
Ma i il deputato Nasos Iliopoulos del partito di Nea aristerà (‘Nuova Sinistra’), che assieme al segretario del partito, Gabriel Sakellaridis, si è recato ieri nell’ospedale dell’isola di Chio per parlare, con l’aiuto di un traduttore, con alcuni dei superstiti del naufragio, ha rivelato altro.
Secondo la ricostruzione diffusa dalla Guardia costiera ellenica nelle ore successive all’incidente, il gommone con a bordo i migranti non si sarebbe fermato ai segnali acustici e luminosi trasmessi dalla Guardia costiera e avrebbe invertito la rotta, urtando il lato destro della motovedetta.

Lo scontro avrebbe provocato la caduta in mare dei passeggeri. Una versione che, secondo il deputato Iliopoulos, contrasta con quella di alcuni superstiti. “Un sopravvissuto ci ha detto che dalla Guardia Costiera non è stato dato alcun segnale, nessun avvertimento, e che la motovedetta ha investito la loro barca”, ha affermato. Il migrante, riporta Iliopoulos, ha raccontato: “Eravamo a pochi minuti dalla costa e stavamo procedendo a bassa velocità. Se avessimo ricevuto un avvertimento, ci saremmo fermati. Sulla barca c’erano delle famiglie, non volevamo morire”. Secondo quanto raccontato dalla delegazione di Nea aristerà, un superstite ha testimoniato: “Improvvisamente si è acceso un faro, non c’è stato alcun segnale di avvertimento, le imbarcazioni erano faccia a faccia e la motovedetta è venuta addosso alla nostra barca”.

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