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Migrazioni

Migranti, naufragio “fantasma” sulla rotta atlantica: solo 38 sopravvissuti

Emergono solo poche informazioni sull'inabissamento di un'imbarcazione, con circa 190 persone a bordo, partita dal Gambia e diretta alle Isole Canarie

Ennesimo tragico naufragio sulla rotta migratoria atlantica. Ma resta un incidente “fantasma” su cui emergono poche informazioni.
Secondo le prime testimonianze dei sopravvissuti assistiti da Medici senza frontiere a Nouadhibou, in Mauritania, l’imbarcazione partita dal Gambia e diretta alle Isole Canarie trasportava circa 190 persone. Dopo
soccorsi inizialmente da alcuni pescatori, poi dalla guardia costiera mauritana, prima di essere affidati alla Mezzaluna Rossa mauritana, che ha richiesto il supporto di MSF.
Si tratta di uno degli sbarchi con il più alto numero di vittime a cui le équipe di MSF in Mauritania hanno assistito dall’inizio del 2026. Questo evento ricorda in modo drammatico i pericoli estremi che devono affrontare le persone che tentano di percorrere la rotta atlantica, dove le traversate sono spesso lunghe, rischiose e segnate dal pericolo di naufragio, disidratazione, violenze, gravi traumi psicologici e, soprattutto, dalla perdita di vite umane.
MSF è intervenuta in occasione di vari sbarchi nell’ultimo mese, uno dei quali in seguito al tragico incidente che ha coinvolto l’imbarcazione partita dal Gambia. Le persone giunte a riva presentavano shock post-traumatico e psicosi, fratture ossee, lesioni traumatiche e ipotermia I sopravvissuti hanno raccontato di aver perso familiari e altri passeggeri durante la traversata e hanno descritto le terrificanti condizioni vissute in mare. Le équipe di MSF hanno osservato tra le persone sopravvissute un forte stato di stress psicologico acuto. La gravità delle testimonianze raccolte e l’entità della perdita di vite umane hanno avuto un impatto psicologico significativo anche sulle équipe coinvolte nella risposta all’emergenza.
“Ciò a cui le nostre équipe hanno assistito a Nouadhibou è profondamente sconvolgente. Le persone sono arrivate dopo settimane trascorse in mare, esauste, traumatizzate e in lutto per la perdita di familiari e di altri passeggeri che non sono sopravvissuti alla traversata. Una delle 38 sopravvissute assistite da MSFci ha raccontato di aver visto sua sorella morire davanti ai suoi occhi. Nessuno dovrebbe essere costretto a sopportare una simile sofferenza nel tentativo di cercare sicurezza o una vita dignitosa” afferma Fouzia Bara, responsabile del programma migrazione di MSF.
La rotta migratoria atlantica è diventata una delle più mortali al mondo. Secondo l’ONG spagnola Caminando Fronteras, nel 2024 sono state segnalate oltre 10.000 vittime o dispersi nel tentativo di attraversare l’Atlantico. Nel 2025, sono state più di 3.000. È molto probabile che il numero reale sia più elevato, poiché non tutte le traversate vengono segnalate o si concludono con operazioni di soccorso.
Sebbene quest’anno gli arrivi alle Isole Canarie siano diminuiti, i rischi lungo questa rotta restano estremamente elevati. Secondo l’UNHCR, al 15 luglio sono stati registrati 4.400 arrivi alle Isole Canarie, con un calo del 61% rispetto allo stesso periodo del 2025. I recenti episodi dimostrano però che rifugiati e persone migranti continuano ad affrontare pericoli persistenti nel tentativo di raggiungere l’Europa. Molti partono da località situate a oltre 2.000 chilometri dalla destinazione prevista.

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