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Migrazioni

Migranti, una scia di cadaveri sulle coste tirreniche

In circa dieci giorni sono già 13 i corpi restituì dal mare, sulle coste tirreniche di Sicilia e Calabria. Molto probabilmente i migranti si trovavano in mare durante il passaggio del ciclone Harry. 

In circa dieci giorni sono già 13 i corpi restituì dal mare, sulle coste tirreniche di Sicilia e Calabria. Molto probabilmente i migranti si trovavano in mare durante il passaggio del ciclone Harry.

Il mare continua a restituire corpi senza vita, a volte solo parti di essi, in avanzato stato di decomposizione, sfigurati. Sono 13 ad ora i corpi ritrovati sulle spiagge del vibonese e della provincia di Cosenza.

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I cadaveri sulle spiagge di Calabria e Sicilia, ieri altri due. Potrebbero aver fatto naufragio durante il ciclone Harry

Sarà molto difficile stabilire la data dei decessi, le autorità stanno procedendo agli esami necessari. Si suppone che le vittime siano migranti naufragati durante il passaggio del ciclone Harry, tra il 18 e il 21 gennaio, con venti fino a 120 chilometri e correnti da sud e levante: naufragi fantasma, di cui abbiamo riscontri parziali o nulli.

La dislocazione dei copri fa pensare che queste persone siano state sospinte dai forti venti e dalle correnti impetuose prima verso nord e successivamente, dopo il superamento della parte orientale della Sicilia, verso levante. L?impossibilità di tracciare rotte certe probabilmente si è scontrata con la violenza di un fenomeno naturale di portata gigantesca.

Il ritrovamento di uno dei cadaveri sulle spiagge della Calabria

Ciò che sappiamo è che tra il 14 e il 21 gennaio era stato diramato un allarme relativo ad otto barconi partiti dalle coste tunisine di Sfax. Oggi sappiamo che solo uno di questi è arrivato a Lampedusa, degli altri sette non si è saputo più niente. Solo un naufrago, soccorso da un mercantile e riparato a Malta ha potuto riferire che le altre 50 persone che viaggiavano con lui erano tutte annegate. Secondo i dispacci della guardia costiera, potrebbero essere 380 i migranti di cui si sono perse le tracce, sebbene le Ong che operano nella zona (che stanno raccogliendo informazioni dai parenti e dai dispersi) riferiscano che potrebbero invece essere oltre 1000 le persone che hanno lasciato le coste tunisine.

 

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