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Opinioni

Migrazioni, l’oscurantismo moderno: Perché la “remigrazione” è il salasso del XXI Secolo

La manifestazione di domenica  a Milano non è stata un atto politico, è stata un’operazione di negazionismo della realtà. Proprio come i medici del passato che ignoravano l’evidenza clinica per fede nel dogma, i leader sovranisti propongono “cure” che sono, in realtà, mutilazioni economiche.

L’ossigeno scambiato per veleno

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Sul palco si è fra l’altro gridato che gli immigrati “costano”. È la stessa cecità dei medici retrogradi che nell’Ottocento non capivano che il sangue non trasporta impurità ma ossigeno. I dati del 2025/2026 parlano chiaro: il 9% del PIL italiano è prodotto da stranieri. Trattare il valore aggiunto degli immigrati (177 miliardi di euro) come un’impurità significa ignorare che, senza questo apporto, l’economia italiana andrebbe in asfissia immediata, incapace di sostenere il proprio debito e la propria produzione.

La “Remigrazione” e lo shock di George Washington

La proposta di deportazioni di massa è l’equivalente dei 2 litri di sangue tolti a Washington nel 1799. Il Presidente morì per il trattamento, non per la malattia. Washington fu dissanguato dai medici che credevano di “ripulirlo”, ignorando che lo stavano uccidendo. Estrarre milioni di contribuenti dal tessuto sociale italiano provocherebbe uno “shock ipovolemico” nazionale: il collasso istantaneo di agricoltura, edilizia e assistenza domiciliare che metterebbe in ginocchio il Paese.

Il “salasso albanese” da 800 milioni di euro

L’esempio più lampante di “medicina ideologica” è la spesa di 800 milioni di euro per i centri migranti in Albania: una follia terapeutica. In medicina, questo sarebbe l’equivalente di acquistare costosissimi macchinari per praticare salassi in un altro continente. Si spendono risorse vitali (sottratte alla sanità nazionale) per un’operazione che non cura il problema, ma serve solo a fare marketing terapeutico: “mettere in scena” la fermezza del medico di fronte ai sostenitori, mentre il paziente Italia continua a soffrire di carenza di manodopera e denatalità.

La verità dei numeri

Nel 1835, il medico francese Pierre-Charles-Alexandre Louis applicò per la prima volta la statistica (“metodo numerico”) per dimostrare che il salasso non curava la polmonite, ma al contrario aumentava la mortalità. Louis fu odiato dai colleghi perché usava i fatti contro le opinioni. Oggi, la statistica dice che gli immigrati versano contributi che pagano le pensioni di 600.000 italiani. Ignorare questo dato per inseguire la propaganda è come continuare a salassare un polmonitico dopo aver capito dallo studio statistico che questa pratica è non solo inefficace ma nociva: non è più ignoranza, è dolo.

Il “Complesso di Semmelweis”

La reazione stizzita verso i dati Istat e Inps ricorda l’arroganza dei medici di Budapest che si offendevano se Ignác Semmelweis chiedeva loro, dopo aver sezionato i cadaveri, di lavarsi le mani prima di curare le partorienti. Semmelweis fu ridicolizzato perché si permetteva di affermare che le mani di illustri “gentiluomini” medici potessero portare la morte. Oggi, chiunque presenti dati oggettivi viene trattato come un traditore del popolo dai “patrioti”, che preferiscono l’orgoglio identitario alla salute del sistema.

La “Guerra dell’Elettricità” informativa

La manifestazione ha usato la disinformazione, come fece Thomas Edison, paladino della corrente continua e contrario alla corrente alternata di Tesla, che usò la folgorazione di un elefante per spaventare il pubblico. Edison sapeva che la corrente alternata era superiore sotto molti punti di vista, ma aveva investito tutto sulla corrente continua e non voleva mettere a repentaglio il suo investimento. I sovranisti sanno che l’Italia ha bisogno di immigrati, ma hanno investito troppo “capitale politico” sulla paura. Fulminano la verità con fake news per proteggere il monopolio del consenso sul loro elettorato poco informato, proprio come Edison cercò di fermare il progresso con il terrore.

In conclusione, la storia non perdona chi ignora la scienza per l’ideologia. l’Istat indica che la popolazione italiana rimane stabile proprio grazie alle migrazioni, con un aumento di 188.000 residenti stranieri al 1° gennaio 2026: continuare a chiedere meno immigrati, come un tempo si voleva meno sangue nell’organismo, mentre l’Italia è in “anemia demografica” è un errore che può rivelarsi esiziale. Come quello che fecero i medici di Luigi XIV che indebolivano un re già malato con i salassi, l’idea di una “remigrazione” di massa prosciugherebbe le forze di un Paese che resta stabile e produttivo solo grazie ai nuovi residenti.

D’altro canto, la scienza progredisce quando l’evidenza vince sul dogma. Gli 800 milioni spesi in Albania e le grida contro l’economia dell’immigrazione sono le ultime vestigia di un metodo di “cura sociale” arcaico che, per non ammettere di aver sbagliato con i propri sostenitori, si disinteressa se il proprio paziente possa perire perché dopo i tanti insuccessi – la sconfitta nel referendum sulla giustizia, la sconfitta dell’alleato Orban, la sconfessione della Meloni come interlocutore europeo privilegiato di Trump – quello è l’unico appeal elettorale su cui ancora può fare conto.

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