Il denaro contante in circolazione in Mozambico continua ad aumentare. A giugno ha raggiunto quasi 76,5 miliardi di meticais, pari a circa 1,04 miliardi di euro, con una crescita del 4,6% e il terzo incremento mensile consecutivo dopo la contrazione registrata nel primo trimestre del 2026.
Secondo i dati della Banca del Mozambico, alla fine del 2025 il valore si attestava poco sotto i 75 miliardi di meticais. A gennaio era sceso a circa 69 miliardi, per diminuire ulteriormente nei due mesi successivi: 67,6 miliardi a febbraio e 67,4 miliardi a marzo.
Da aprile la tendenza si è però invertita. Il contante in circolazione è salito prima a 70,8 miliardi di meticais, quindi a 73,1 miliardi a maggio e infine a 76,5 miliardi a giugno. Nel giro di tre mesi l’aumento è stato dunque di oltre 9 miliardi di meticais.
L’andamento rappresenta un indicatore significativo in una fase nella quale le autorità monetarie stanno cercando di contenere la liquidità e le pressioni sui prezzi. Una maggiore quantità di denaro disponibile nell’economia può infatti contribuire a sostenere consumi e transazioni, ma può anche alimentare l’inflazione qualora la crescita della liquidità non sia accompagnata da un corrispondente aumento dell’offerta di beni e servizi.
Il 29 luglio la Banca del Mozambico ha mantenuto invariato al 9,25% il tasso di riferimento MIMO, interrompendo di fatto la lunga fase di allentamento monetario iniziata nel gennaio 2024 e caratterizzata da dodici riduzioni consecutive. Il tasso era già rimasto invariato nelle riunioni di marzo e maggio.
Parallelamente, l’istituto centrale ha adottato strumenti per assorbire parte della liquidità presente nel sistema bancario. A maggio il coefficiente di riserva obbligatoria sulle passività denominate in valuta nazionale è stato innalzato dal 29% al 39%, mentre quello relativo alle passività in valuta estera è rimasto al 29,5%.
Al centro delle decisioni resta l’andamento dei prezzi. L’inflazione annua è passata dal 7,2% di maggio al 7,5% di giugno. Il governatore della Banca del Mozambico, Rogério Zandamela, ha previsto ulteriori pressioni nel breve periodo, legate soprattutto all’aumento dei prezzi interni dei combustibili e all’inflazione importata.
Le prospettive di medio periodo sono considerate più favorevoli. La Banca centrale prevede che l’inflazione rimanga a una cifra, sostenuta dalla stabilità del cambio e da un possibile rallentamento dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari.
L’aumento del contante in circolazione si inserisce così in un equilibrio delicato: da un lato una maggiore disponibilità monetaria nell’economia, dall’altro la necessità della Banca centrale di evitare che la liquidità si trasformi in una nuova fonte di pressione inflazionistica.


