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Economia

Mozambico, Eni accelera sul terzo impianto galleggiante di GNL nel bacino di Rovuma

In Mozambico Eni ha avviato una gara internazionale per la realizzazione di una terza piattaforma galleggiante per la produzione di gas naturale liquefatto nel bacino di Rovuma, confermando l'espansione di uno dei maggiori poli energetici africani.

Il settore energetico del Mozambico si prepara a una nuova fase di espansione. Mozambique Rovuma Venture (MRV), il consorzio guidato da Eni che gestisce l’Area 4 del bacino di Rovuma, ha infatti pubblicato una manifestazione internazionale di interesse per la progettazione, costruzione e messa in servizio di una terza piattaforma galleggiante destinata alla produzione di gas naturale liquefatto (FLNG).

La gara riguarda un contratto EPCIC (Engineering, Procurement, Construction, Installation and Commissioning) per un impianto offshore di grandi dimensioni, destinato a operare in acque profonde circa 2.000 metri al largo della provincia di Cabo Delgado. La nuova unità dovrebbe raggiungere una capacità produttiva fino a sei milioni di tonnellate annue di GNL, rafforzando ulteriormente il ruolo strategico del Mozambico nel mercato energetico internazionale.

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Le aziende interessate dovranno dimostrare una consolidata esperienza nella realizzazione di impianti FLNG o di analoghi progetti offshore sviluppati nell’ultimo decennio, oltre a presentare le soluzioni tecnologiche previste per i sistemi di liquefazione, ormeggio e stoccaggio. La procedura di selezione rimarrà aperta fino al 3 luglio.

L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel percorso avviato da Eni nel bacino di Rovuma. La piattaforma Coral Sul, entrata in produzione nel 2022, è stata il primo impianto FLNG in acque ultra-profonde dell’Africa e produce circa 3,4 milioni di tonnellate di GNL all’anno. Da allora ha effettuato oltre 120 spedizioni di gas liquefatto verso i mercati internazionali.

A essa si affiancherà Coral Norte, progetto da circa 7,2 miliardi di dollari il cui investimento finale è stato approvato nell’ottobre 2025. L’avvio della produzione è previsto nel 2028 e consentirà di raddoppiare la capacità produttiva dell’Area 4.

Secondo Eni, le riserve di gas del bacino di Rovuma sono sufficienti non solo per sostenere i progetti già avviati, ma anche per giustificare ulteriori sviluppi. La decisione di valutare una terza piattaforma nasce proprio dai risultati ottenuti con Coral Sul, che ha dimostrato l’affidabilità della tecnologia FLNG in uno dei più importanti giacimenti offshore del continente.

L’espansione del settore energetico potrebbe avere un impatto significativo anche sulle finanze pubbliche mozambicane. Le stime diffuse da Eni indicano che Coral Sul genererà circa 16 miliardi di dollari di entrate fiscali nell’arco della sua vita operativa, mentre Coral Norte potrebbe contribuire con circa 23 miliardi di dollari nei suoi trent’anni di attività.

Parallelamente avanzano anche gli altri grandi progetti del bacino di Rovuma. Il progetto Mozambique LNG di TotalEnergies ha ripreso il proprio percorso dopo anni di sospensione dovuti all’insicurezza nella provincia di Cabo Delgado, mentre ExxonMobil dovrebbe assumere entro quest’anno la decisione finale di investimento per il progetto Rovuma LNG.

Se tutti questi interventi verranno realizzati secondo i programmi, il Mozambico rafforzerà ulteriormente la propria posizione tra i principali esportatori africani di gas naturale liquefatto, consolidando il ruolo del bacino di Rovuma come uno dei più importanti poli energetici emergenti a livello mondiale.

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