L’Autorità di gestione delle frontiere (BMA) del Sudafrica ha riaperto parzialmente il porto di Lebombo, in seguito agli impegni con il governo del Mozambico. Il commissario della BMA, Michael Masiapato, ha affermato che la riapertura è ancora parziale e temporanea perché l’autorità non è in grado di indicare esattamente cosa accadrà sul versante mozambicano.
WATCH : The Border Management Authority has partially reopened Lebombo port of entry to allow movement of South African truck drivers who are stuck in Mozambique as well as Mozambican nationals who are travelling home.@dailysunsa pic.twitter.com/55M7DPSCGm
— Bulelwa Maphanga (@BulieeM) November 8, 2024
La chiusura del confine e del porto di Lebombo, tra Mozambico e Sudafrica, era avvenuta a causa di disordini sociali in Mozambico dopo le elezioni del 24 ottobre, e ha generato notevoli perdite economiche per l’industria del trasporto merci sudafricana. Le manifestazioni, sorte dopo la rielezione del candidato del partito al governo, hanno bloccato il traffico lungo la N4, la principale arteria di collegamento tra i due Paesi, causando l’interruzione delle operazioni del porto di Maputo e di molte attività commerciali sudafricane.
The Lebombo border post remains closed to traffic over security concerns amid escalating political unrest in Mozambique. The Border Management Authority has urged South Africans to avoid travel to the neighbouring country. BMA Commissioner Mike Masiapato has announced plans to… pic.twitter.com/bovQcQFXnI
— Newzroom Afrika (@Newzroom405) November 8, 2024
Il porto di Maputo è essenziale per il commercio sudafricano, in particolare per l’industria del cromo. Secondo il Minerals Council, il Sudafrica, il maggiore esportatore di cromo al mondo, ha esportato nel 2023 circa il 53% delle sue 17,7 milioni di tonnellate di cromo tramite Maputo, che risulta quindi una via cruciale per i traffici minerari. Con l’attuale blocco, centinaia di camion carichi di cromo e altre merci sono fermi, e le perdite stimate per la logistica sudafricana ammontano a circa 6 milioni di rand giornalieri, senza contare i danni ai veicoli e i saccheggi delle merci. L’impatto economico complessivo arriva a 10 milioni di rand al giorno, secondo Gavin Kelly, CEO della Road Freight Association.
La situazione è ulteriormente aggravata dalla sospensione delle attività del gruppo logistico Grindrod, che ha interrotto temporaneamente le operazioni portuali e terminalistiche a Maputo e Matola per garantire la sicurezza dei lavoratori. Grindrod gestisce volumi di carico di circa sette milioni di tonnellate all’anno e ha visto le sue azioni perdere oltre il 4% di valore in borsa.
La Southern Africa Association of Freight Forwarders (Saaff) ha criticato la risposta della Comunità di Sviluppo dell’Africa Australe (Sadc), ritenendola inadeguata di fronte a una crisi con potenziali conseguenze per tutta la regione. La chiusura di Lebombo e il blocco del porto di Maputo rappresentano una minaccia non solo per l’economia sudafricana ma anche per altri Paesi della Sadc, come lo Zimbabwe. Le ripercussioni potrebbero estendersi a lungo termine, con un rallentamento dei flussi commerciali e impatti negativi su piccole e medie imprese che dipendono da queste rotte.


