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Emergenze

Mozambico, tra ciclone e insurrezioni: una crisi umanitaria e di sicurezza

Il Mozambico è colpito da una doppia crisi: il ciclone Chido e l'insurrezione dell'ASWJ aggravano l'emergenza umanitaria.

Il Mozambico sta affrontando una crisi devastante, combinazione di eventi naturali e conflitti armati. Il 15 dicembre 2024, il ciclone Chido ha colpito le regioni settentrionali di Nampula e Cabo Delgado con venti fino a 260 km/h, distruggendo infrastrutture e causando almeno 120 morti. Le popolazioni locali, già provate da anni di violenze legate all’insurrezione del gruppo Ahl al-Sunna wal-Jama’a (ASWJ), affiliato allo Stato Islamico, si trovano ora ad affrontare anche la devastazione del ciclone.

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Più di 300.000 persone sono sfollate a causa del conflitto e delle recenti calamità naturali. Secondo Isadora Zoni, dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, molte di queste famiglie, già prive di risorse, sono costrette a ricominciare nuovamente da zero. La capacità del governo di rispondere efficacemente a queste crisi sarà cruciale per stabilire legittimità e fiducia tra le comunità locali, spesso vulnerabili alle influenze dei gruppi estremisti.

L’ASWJ, formalmente riconosciuto come ramo dello Stato Islamico nel 2022, è responsabile di un aumento della violenza nel paese, nonostante l’intervento delle forze regionali nel 2021. Il gruppo continua a raccogliere sostegno e finanziamenti attraverso reti internazionali, in particolare in Sudafrica, considerata un importante centro per il supporto logistico e finanziario all’insurrezione.

La complessa interazione tra disastri naturali e insurrezione armata richiede un intervento coordinato e sostenuto per evitare un ulteriore deterioramento delle condizioni di sicurezza e umanitarie nel Mozambico e nella regione circostante.

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