A Matola, una città nei pressi di Maputo (Mozambico), un’innovazione tecnologica nata in un contesto familiare sta trasformando la vita di persone cieche o ipovedenti. Armando Ernesto Chau, cieco dal 2005, è uno dei primi a testare il prototipo di “Vision Hope 0.2”, un paio di occhiali intelligenti ideati da Joao Antonio Rego, giovane studente mozambicano di 24 anni, esperto in robotica e ingegneria elettronica.
Realizzati inizialmente nella sala da pranzo di casa, questi occhiali assomigliano a un visore per realtà virtuale e sono dotati di sensori che rilevano gli ostacoli e inviano vibrazioni all’utente, segnalando la presenza di oggetti lungo il cammino. Includono inoltre un GPS, una batteria portatile intelligente e una visuale ampia di 120 gradi. Il progetto è nato nel 2021, dopo che Joao Rego fu profondamente colpito nel vedere una donna ipovedente cadere per strada. Da quel momento, ha deciso di offrire una soluzione moderna e dignitosa alternativa al tradizionale bastone bianco, pensando in particolare ai 2,7 milioni di persone con disabilità visiva in Mozambico.
#Afrique : Un jeune inventeur du #Mozambique a créé des lunettes intelligentes à destination des personnes aveugles. pic.twitter.com/GwZcxNzWLZ
— Josly Ngoma (@josly_ngoma) July 19, 2025
Premiato già nel 2022 per la sua innovazione, Rego continua a lavorare per perfezionare il dispositivo: renderlo impermeabile, migliorare la rilevazione di ostacoli sottili come fili o pozzanghere, e integrare un sistema vocale in grado di nominare gli oggetti rilevati. Attualmente è alla ricerca di partner per una produzione su larga scala. Ha dovuto però lasciare la sua camera-laboratorio per motivi di salute legati ai fumi di saldatura, senza per questo fermare il suo slancio.
Il testimone Chau, da utilizzatore, è diventato anche consigliere tecnico del progetto, fornendo idee pratiche per migliorarne l’efficacia. Sua moglie, Felizarda Nhampule, sottolinea come questi occhiali potrebbero rivoluzionare non solo l’autonomia del marito, ma anche la vita familiare nel suo complesso. In un Paese dove l’accesso alla tecnologia per le persone con disabilità è ancora limitato, l’iniziativa di Rego rappresenta un esempio concreto di innovazione sociale guidata da una generazione giovane e determinata, che parte dal basso per cambiare le cose.


