Il ciclismo africano ha vissuto un momento importante con lo svolgimento del “Khomas100 African Gravel Championships”, gara che quest’anno ha avuto un valore speciale perché per la prima volta riconosciuta ufficialmente come campionato africano di gravel dall’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) e sanzionata dalla Confederazione Africana di Ciclismo (CAC). Il gravel è un tipo di ciclismo che si pratica su strade sterrate, sentieri battuti, piste di campagna, ghiaia.
L’evento si è tenuto sabato 23 agosto 2025 lungo un percorso di 157 chilometri, con partenza da Windhoek e arrivo al Gross Barmen Resort, nei pressi di Okahandja. Una sfida dura e selettiva, che ha messo alla prova i corridori con salite per un dislivello complessivo di circa 2.300 metri, tratti pianeggianti ma insidiosi e il caldo intenso tipico della regione.
Il grande protagonista della giornata è stato Alex Miller, atleta namibiano che ha confermato il proprio valore sia a livello nazionale che continentale. Già campione in carica della Namibia, Miller ha saputo difendere il titolo e allo stesso tempo conquistare la maglia di campione africano grazie a una condotta di gara intelligente e aggressiva. Dopo aver resistito al ritmo del gruppo, a circa 20 chilometri dal traguardo si è trovato in fuga con il sudafricano Marc Pritzen. Negli ultimi 9 chilometri Miller ha piazzato l’attacco decisivo, guadagnando progressivamente terreno fino a tagliare il traguardo da vincitore in 4 ore, 39 minuti e 15 secondi. Pritzen ha chiuso al secondo posto con un ritardo di 1 minuto e 11 secondi, mentre il connazionale Jaco van Dyk ha completato il podio maschile in 4 ore, 43 minuti e 1 secondo.
Non meno significativa la gara femminile, dominata da Hayley Preen del Sudafrica. Con una prestazione solida e costante, la ciclista ha saputo staccare le rivali e vincere in 5 ore, 36 minuti e 32 secondi. Dietro di lei si è distinta Anri Greef, che pur non riuscendo a tenere il passo della vincitrice è riuscita a conquistare un risultato storico: per la prima volta è diventata campionessa nazionale di gravel della Namibia, fermando il cronometro a 5 ore, 39 minuti e 56 secondi. Terza classificata un’altra sudafricana, Sonica Klooper, con un tempo di 5 ore, 52 minuti e 54 secondi.
Le dichiarazioni a fine corsa hanno restituito il senso di soddisfazione e fatica dei protagonisti. Miller ha sottolineato l’importanza di indossare la maglia di campione nazionale e ora anche quella continentale nelle competizioni internazionali, soprattutto in Europa, dove il gravel sta crescendo come disciplina di rilievo. Greef, emozionata per il suo primo titolo nazionale, ha ricordato quanto la corsa sia stata condizionata dal caldo e dalle difficoltà del percorso, ma anche la sua determinazione nel difendersi dagli attacchi e restare concentrata sul proprio ritmo.
L’edizione 2025 del Khomas100 non ha dunque offerto solo spettacolo sportivo, ma ha anche consolidato il ruolo della Namibia come palcoscenico privilegiato per il ciclismo africano off-road. La gara ha rappresentato un passo importante verso una maggiore integrazione del gravel africano nel panorama internazionale, fungendo da qualificazione per i Campionati del Mondo di Gravel e aprendo nuove prospettive per i ciclisti del continente.


