Netumbo Nandi-Ndaitwah ha prestato giuramento venerdì come quinta presidente della Namibia, diventando la prima donna a guidare il paese dall’indipendenza del 1990 e soltanto la seconda donna nella storia del continente africano ad essere eletta direttamente come capo di Stato, dopo Ellen Johnson Sirleaf in Liberia.
Namibia's new President Netumbo Nandi-Ndaitwah, the country's first woman in the top job, pledged to diversify the economy in an attempt to address high unemployment rates https://t.co/duuUg0nBVi pic.twitter.com/1BbzmTwfvC
— Reuters (@Reuters) March 21, 2025
L’inaugurazione si è svolta a Windhoek, presso la State House, alla presenza del giudice supremo Peter Shivute e di numerose personalità africane e internazionali, tra cui la presidente della Tanzania, Samia Suluhu Hassan, e la stessa Sirleaf. Nandi-Ndaitwah ha assunto la carica succedendo a Nangolo Mbumba, presidente ad interim dopo la morte di Hage Geingob nel 2024.
Durante il discorso inaugurale, la neo-presidente ha sottolineato che la sua elezione è avvenuta per merito e non per genere: “Non sono stata eletta perché donna, ma per ciò che rappresento e per quello che posso fare per il mio paese. Le donne devono accedere alle posizioni di responsabilità perché ne sono capaci, non perché sono donne”.
Nandi-Ndaitwah, 72 anni, è una figura storica nella politica namibiana, membro fedele dello Swapo (South West Africa People’s Organisation) sin da quando, a 14 anni, si unì al movimento di liberazione contro il regime dell’apartheid sudafricano. Ex vice primo ministro e diplomatica di lungo corso, ha vinto le elezioni del novembre 2024 con il 58% dei voti.
Nonostante i progressi, la Namibia resta uno dei paesi più diseguali al mondo. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 36,9% nel 2023, la povertà si mantiene al 17,2% e la distribuzione della terra è ancora largamente in mano ai discendenti dei coloni bianchi: circa il 70% delle terre agricole è di proprietà di questa minoranza, che rappresenta solo l’1,8% della popolazione.
La nuova presidente ha indicato tra le sue priorità la riforma economica e agraria, pur ribadendo l’adesione al principio del “venditore consenziente e acquirente consenziente”. Ha anche sottolineato la necessità di valorizzare le risorse minerarie non solo attraverso l’estrazione, ma anche tramite processi di trasformazione industriale interni, oltre a voler rafforzare il settore dell’istruzione e delle industrie creative.
Nel suo intervento, Nandi-Ndaitwah ha reso omaggio alle generazioni che hanno combattuto per l’indipendenza e ricordato la figura del primo presidente Sam Nujoma, scomparso a febbraio 2025.
La sua elezione segna una svolta storica per la Namibia e per l’Africa, non solo per la rappresentanza femminile ai massimi livelli istituzionali, ma anche per il potenziale impatto su politiche più inclusive, eque e orientate allo sviluppo sostenibile.


