In Niger, la città di Agadez è stata colpita da violente precipitazioni nella serata di giovedì 10 luglio 2025, provocando almeno due vittime e gravi danni materiali. In un contesto generalmente arido, l’impatto della pioggia è stato devastante: veicoli immobilizzati, abitazioni allagate, muri crollati e strade impraticabili. Nonostante la durata relativamente breve dell’evento – circa due ore – le piogge torrenziali hanno sorpreso la popolazione, molti dei quali non avevano seguito le raccomandazioni delle autorità locali e nazionali. Queste ultime avevano infatti diramato allerte preventive, invitando i cittadini a lasciare le aree più vulnerabili come i letti dei fiumi stagionali (kory) e le abitazioni precarie.
L’evento ha rievocato il ricordo delle inondazioni del 2000, che causarono numerose vittime nella stessa area. Secondo testimoni locali, l’acqua è entrata con forza in molte case e ha reso impossibile la circolazione. Ahmadou Atafa, residente ad Agadez, racconta di come sia stato impossibile tornare a casa dal lavoro, con le strade completamente sommerse.
Niger 🇳🇪 : De fortes précipitations ont causé des inondations dans plusieurs quartiers de la ville d'Agadez au Nord du pays.
Date : 10 Juillet 2025 pic.twitter.com/u39I17Tlpa— Raïssa Nouradine Kassiré (@RaissaKassire) July 11, 2025
Se in città le piogge hanno causato danni e paura, nelle zone montane dell’Aïr, come a Timia (a 200 km da Agadez), l’arrivo dell’acqua è stato invece salutato con sollievo dagli agricoltori. Per i contadini e gli allevatori delle alture, la pioggia rappresenta una preziosa risorsa per l’irrigazione e un’opportunità di riscatto dopo la scarsa produzione del 2024, dovuta alla siccità. Adam Malick, coltivatore di agrumi, esprime ottimismo per il raccolto previsto a fine anno, sperando di poter partecipare alla fiera agricola di Niamey, saltata lo scorso anno proprio per mancanza di prodotti.
Il paradosso è evidente: mentre le acque del Kori Telwa, che raccolgono i flussi dalle montagne, portano vita ai campi in quota, finiscono col travolgere la città di Agadez, segnalando una vulnerabilità strutturale già nota ma non affrontata con misure efficaci.


